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Diari di viaggio - Alaska

ALASKA e YUKON
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di Redazione IL VIAGGIO.IT
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| se non assaporare la strana atmosfera che permea l'intera città. Comunque ci rechiamo al Cook Inlet, la grande baia che si trova davanti alla città. C'è un bel percorso ciclabile, con molta gente che va con i pattini. Lo spettacolo della baia è notevole: tutt'intorno c'è verde pubblico molto ben tenuto. Per cena ci rechiamo al Mesa, ristorante del Westmark hotel: veramente ottimo. La sera è un'esplosione di colori: il tramonto sull'oceano è di un rosso fantastico.
31 luglio
Per prima cosa ci rechiamo all'Avis a ritirare il Van (otto posti comodissimi) che avevamo prenotato dall'Italia. C'è una impiegata molto dura di comprendonio, e per nulla disponibile a "rallentare" il suo inglese terrificante, per cui impieghiamo un po' a capire ed a farci capire. Ma alla fine entriamo in possesso del mezzo, e ci rechiamo subito al Ship Salmon Creek, che si trova a poca distanza dal centro. E' un fiume che scende nell'Oceano. E' un grande spettacolo: salmoni giganteschi si aggirano in acqua, mentre molti pescatori tentano (con non poche difficoltà) di agganciarli. Muniti di un mezzo meccanico, iniziamo a girare fuori del centro e visitiamo una periferia molto verde, fatta di piccole case con giardino. Per cena abbiamo prenotato al Simon and Seafood sul Cook Inlet. Si tratta di uno dei più famosi ristoranti di tutto il Nord America. E la sua fama non si smentisce: abbiamo cenato dietro una grande vetrata con vista sulla baia. I piatti sono soprattutto di pesce, freschissimo e superbamente cucinato. Il sottoscritto ha mangiato una pignatta con misto di granchio del pacifico, halibut, vongole e cozze giganti, scallop (cappesante). Per trovare un tavolo abbiamo prenotato il giorno prima! Il conto non può certo dirsi notevole (65 dollari canadesi in tre, cioè meno di 80mila lire). Usciamo alle 22 e c'è ancora il sole. Rimaniamo sul mare fino a vedere uno spettacoloso tramonto.
1 agosto
Alle 8:30, dopo una sontuosa colazione, ci mettiamo in viaggio. Il tempo, dopo un iniziale bellissimo sole, diventa brutto, però non piove. Scendiamo a sud verso la Kenai Peninsula. Ci fermiamo al Beluga Point, da dove, si dice, si potrebbero vedere le balene, delle quali, tuttavia, ..... nemmeno l'ombra. Tra l'altro c'è freddo e, soprattutto, un bel vento teso. Molto più giù prendiamo una deviazione a sinistra per il Crow Indian Mine. Un luogo di minatori, oggi abbandonato, ma ben conservato (ci abita un custode). E' una cosa carina: ci sono nove baracche, con gli strumenti dei minatori, vecchie cose, ecc. Scendiamo al fiume, dove i minatori setacciavano la sabbia per cercare l'oro. E, chi l'avrebbe mai detto, vediamo ben tre minatori al lavoro!!! Sono vestiti in abiti moderni, sono dotati di complicati rivelatori elettronici, che loro "ascoltano" con delle cuffie. Altro che minatori! Ripartiamo ed arriviamo ad una delle fermate "classiche" dell'Alaska: il Portage. Prendiamo la deviazione a sinistra fino al Portage Glacier Lake. E' un'enorme ghiacciaio che in estate rilascia a galleggiare sulla superficie dell'acqua degli enormi Iceberg. C'è anche un bellissimo centro turistico con annesso museo e grandi vetrate per ammirare gli Iceberg al caldo (la temperatura non è particolarmente fredda, ma il vento spira molto insidioso). L'ambiente tutt'attorno è lunare, c'è poca gente, siamo tutti incantati. E' un grande spettacolo, questa è l'Alaska come la immaginavo! Ripartiamo ed arriviamo fino a Seward (scopriremo che si pronuncia "surd"). La strada è bella e tenuta molto bene. Scarichiamo le valige al Breeze Inn, un tipico motel a due piani, con le camere che danno su una lunga balconata. Le camere non sono eccezionali ma pulite. L'albergo è praticamente di fronte al porto. Andiamo a cena al Cheenook: ci portano salmone e halibut cucinati bene, ma l'ambiente non è carino; come scopriremo c'è di meglio allo stesso prezzo.
2 agosto
Il tempo è molto nuvoloso, ma non piove (almeno per ora). Ci rechiamo in paese (dista 2 chilometri) a fare colazione e spese in un supermercato. Partiamo quindi per l'Exit Glacier, altra tappa non rinunciabile di una visita in Alaska. La strada è in costruzione e ci vuole una mezz'ora per arrivare (e sono solo 7 chilometri!). Il ghiacciaio è letteralmente fantastico: un vero ghiacciaio dell'Alaska a diretto contatto! Saliamo lungo un sentiero che si tiene sulla destra del ghiacciaio. La salita è facile e si arriva fino ad un punto panoramico: la vista sul ghiaccio è bellissima. Ne discendiamo dopo un po' e ci incamminiamo poi lungo la base del ghiacciaio. Da qui non si vede molto perchè il fronte di ghiaccio impedisce di vedere oltre, ma lo spettacolo è comunque impressionante. Nel pomeriggio torniamo in paese per una visita "ufficiale". Sono tutte case basse, con strade larghe e ben tenute. Il traffico è scarsissimo. I negozi non sono molto forniti ed offrono solo merce "utile". Si nota proprio che si tratta di un paese di frontiera. Per cena scegliamo Ray's: è pieno, ... continua --> |
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