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stanchezza: siamo svegli da circa 20 ore ! Il tempo è bello e l'aria
è fresca. Dall'aeroporto all'albergo la strada è molto bella
e molto americana. Ovviamente sbagliamo l'uscita dell'autostrada, ma alla
fine sbarchiamo all'Hotel Palliser, della catena Canadian, al 133 della
9a strada. Nonostante il lusso e la posizione centrale, l'albergo non
è carissimo (£. 145.000 in tre), anche se abbiamo pagato il
prezzo in Italia, per cui il raffronto non può essere preciso.
L'albergo è notevole: ingresso sontuoso, camere molto confortevoli
e silenziose. Lampade veneziane, specchiere, molti velluti e mobili antichi,
danno una nota vecchio stile. Scarichiamo i bagagli in camera e ci stendiamo
sui letti in stato di trance.
Alle 19, con notevole sforzo,
usciamo per andare a cena. Ma non facciamo che quattro passi: al primo
ristorante ci fermiamo. E' molto grazioso, con musica di sottofondo e
giovani che vanno e vengono. Quindi a letto molto presto e sonora dormita
fino alle 8 del mattino successivo.
22 luglio
Dopo un'abbondante colazione
usciamo alle 9. Il tempo è ancora bellissimo. Ci rechiamo sulla
8a Avenue, nota soprattutto per i negozi di genere texano. E in effetti
tali negozi hanno dell'incredibile, soprattutto per un europeo: centinaia
di cappelli da cow-boy in panno (peraltro pesantissimi e rigidi), cinture
delle più stravaganti, borchie da un chilo l'una con disegni molto
kitsch, fazzolettoni di svariati colori da mettere al collo, ecc. I bambini
(Nicola e Valentina), ovviamente, acquistano due cappelli. A parte negozi,
la 8a Avenue è molto bella, soprattutto oggi che è una stupenda
giornata. Nella parte orientale è fiancheggiata da case basse e
non recenti, mentre nella parte occidentale da edifici nuovissimi e avveniristici.
Spettacolare è alzare gli occhi e vedere i grattacieli con pareti
strutturali di vetro a specchio, con contrasti di colore che arrivano
fino al giallo oro. Non meno spettacolare è l'incontro con due
impiegati, fermi ad un angolo, in atteggiamento di colloquio. Gli impiegati,
in realtà, sono di ferro e a grandezza naturale: statue veramente
eccezionali. Entriamo in uno di questi palazzi, il Toronto Dominion Center,
dove, al 4° piano, sono ospitati i Devonian Gardens. Qui rimaniamo
una buona mezz'ora ad ammirare la bellezza del luogo. Devo dire che ero
partito un po' prevenuto su tale visita; mi aspettavo infatti una americanata.
Ed invece mi sono subito ricreduto: è un ambiente di pace, con
molte vasche d'acqua in cui nuotano trote e carpe di misura eccezionale,
con moltissimo verde e panchine per riposare. E' grande un ettaro, con
20.000 piante ed una passeggiata di un buon chilometro. In altre parole
un ottimo luogo di riposo durante le solite estenuanti camminate nei centri
commerciali, che circondano i giardini. Verso l'una pranziamo in un caratteristico
ristorante ... continua --> |