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Diari di viaggio - Birmania

Birmania per web
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di Mauro Morelli
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di arrivare alla pagoda facciamo una sosta allufficio immigrazione
dove Chiara deve svolgere una pratica per il proseguimento del suo soggiorno
in Myanmar. Grazia, che ha voluto accompagnare Chiara allinterno
del palazzo, esce sconvolta da ciò che ha veduto: immondizia nei
cortili, corridoi e uffici del palazzo, organizzazione neppure lontanamente
paragonabile a quella di un ufficio italiano, corruzione latente, persone
che mangiano e forse vivono negli uffici aperti al pubblico: anche questa
è Birmania! Noi attendiamo fuori, seduti su una panchina ad osservare
le persone: Alberto ed Ornella non dicono niente, ma dalle loro espressioni
capisco che sono scioccati dalla sporcizia che cè per le
strade, dalle persone che viaggiano aggrappate a fatiscenti camioncini
senza il minimo rispetto della sicurezza; spero solo che riescano a superare
questo momento e possano apprezzare i lati belli di questo mondo tanto
diverso dal nostro. Di nuovo in macchina alla volta della principale attrattiva
turistica di Yangon: la Shwedagon Pagoda. La fondazione di questa pagoda,
una delle più venerate di tutto il sud-est asiatico, risale ad
un paio di secoli prima di Cristo, ma laspetto attuale decorre dalla
seconda metà del XVIII secolo. La leggenda vuole che in questa
pagoda siano custoditi ben otto capelli donati dal Buddha durante la sua
vita terrena. Il complesso della pagoda è costituita da una grande
piattaforma costruita su un colle alto 60 metri situato nel centro della
città; si accede alla piattaforma mediante quattro grandi scalinate,
coperte, corrispondenti ai quattro punti cardinali, e fiancheggiate da
negozi che vendono oggetti di culto e souvenir. Sulla piattaforma, a forma
rettangolare di oltre 1000 metri quadri e interamente pavimentata con
lucide mattonelle colorate, sorgono ben 64 edifici religiosi, tutti costruiti
e distribuiti senza un disegno organico e in stili e materiali diversi,
insieme a centinaia di piccole edicole con immagini sacre, il tutto in
una affascinante fantasmagoria di colori, di forme, di suoni e di profumi.
Poi, al centro, si innalza il simbolo della città, la stupenda,
enorme cupola dorata di quasi 100 metri di altezza e 500 metri di circonferenza
alla base, visibile da tutti i punti della città , costruita su
tre terrazze ottagonali digradanti appoggiate su un piedistallo quadrato
alto 6 metri. Inutile dire che un occidentale che mette per la prima volta
piede in un complesso del genere, resta, a dir poco, completamente sconcertato
dallo spettacolo che gli si apre davanti, abituato come è alle
sue chiese cristiane, con la loro atmosfera rispettosa, silenziosa, buia
e spesso austera: anche la più sfolgorante chiesa gotica o barocca
sembra austera se confrontata con gli edifici e le immagini buddhiste.
Poi, piano piano, comincia a riprendersi e a osservare la variopinta folla
di fedeli, tutti rigorosamente a piedi nudi, che incessantemente passeggia
in senso orario attorno alla cupola e tra quella miriade di immagini ... continua --> |
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