| Oriente. Ma credo di
poter dire che i commercianti turchi siano assolutamente imbattibili.
Per acquistare una pipa in schiuma (peraltro molto bella) la trattativa
e' andata avanti per due ore e mezza, tanto e' stato il tempo in cui siamo
rimasti al Bazar. Non che sia rimasto in trattativa tanto tempo; e' che
dopo un primo approccio, in cui il commerciante mi ha fatto sedere su
un apposito sgabello, dopo che lo stesso mi ha offerto il te' in piccolissime
tazzine, e dopo aver scaramucciato per una decina di minuti, mi sono alzato
a fare un giro "d'orientamento". I ritorni al luogo del commercio sono
stati vari, ed alla fine abbiamo trovato l'intesa. Entrami soddisfatti
della reciproca vittoria (anche se evidentemente era solo sua) ci siamo
salutati calorosamente. Il Bazar e' un luogo molto interessante, ma e'
necessario lo spirito giusto per visitarlo: lo si visita con gli occhi,
con le orecchie e con il naso. I profumi di spezie si mescolano ai suoni
delle mercanzie che vengono toccate, smosse da turisti e commercianti,
ed alle voci della gente, e tutto si mescola con i colori delle merci,
con i visi dei turisti, rossi per il caldo e l'eccitazione, e dei commercianti,
aperti, invitanti, occhieggianti. Provate a sedervi su una pila di tappeti
ed osservate, ascoltate .... sentite.
A mezzogiorno siamo di nuovo
in albergo per riposare le nostre stanche membra. Dopo un veloce e leggero
pasto in un ristorantino vicino all'albergo, usciamo a prendere un taxi
e ci facciamo portare alla Moschea del Sultano Ahmet, o Moschea Blu. Il
nome e' assolutamente centrato: le pareti interne sono coperte da oltre
ventimila piastrelle di maiolica, ed il colore dominante e' il blu. La
luce che entra dalle 260 finestre crea un'atmosfera unica, assumendo una
tonalita' azzurrina. La pace che vi regna e' notevole, la sala adibita
alla preghiera e' enorme, e la quantita' di tappeti sparsi sul pavimento
e' impressionante. Un luogo di culto dove anche il turista non islamico
"sente" la piena religiosita' che si sprigiona da queste pareti. Ma non
e' solo l'interno che affascina: i sei minareti che la circondano, le
cupole che si rincorrono l'una con l'altra intorno al corpo centrale,
gli ampi spazi attorno. Bella, molto bella. Non contenti ci dirigiamo
verso Santa Sofia. Fa caldo, ci fermiamo a bere qualcosa. Entriamo, c'e'
moltissima gente. Non c'e' lo stesso "spirito" che si respirava alla Moschea
Blu. Facciamo una passeggiata nei dintorni, poi riprendiamo un taxi e
ci facciamo portare in albergo. Purtroppo abbiamo poco tempo, la Turchia
asiatica ci aspetta, e quindi dobbiamo rinunciare ad altre visite in Istambul.
18 luglio
Partenza; ritiriamo la nostra
macchina dal garage consigliatoci dall'albergo, ed il gestore (un giovane
di una trentina d'anni) vuole assolutamente che ci facciamo la fotografia
insieme. Mi prega di ... continua --> |