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Diari di viaggio - Turchia

TURCHIA
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di Redazione IL VIAGGIO.IT
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| di spedirgliela una volta sviluppata e stampata (cosa
che faro' al mio ritorno in Italia). Attraversiamo il ponte sul Bosforo
e la vista e' eccezionale. Alle 9,30 siamo a Izmit e prendiamo la strada
verso Bursa. In due ore ci siamo. La strada che porta al centro e' unica
nel suo genere: a destra ed a sinistra e' un susseguirsi di officine di
meccanici e gommisti. Non scherzo, nell'ultimo chilometro prima di arrivare
al centro non c'e' altro: meccanici, gommisti, meccanici, gommisti, ecc.
Non mi era mai capitato di trovare una tale concentrazione di "professionisti
dell'automezzo". In centro non troviamo quel che ci aggrada. Appena fuori,
pero', ci fermiamo all'Hotel Acar: bellino e soprattutto fresco. Nel primo
pomeriggio ci rechiamo al Bazar. Nulla a che vedere con quello di Istambul.
E' troppo moderno, le contrattazioni sono svogliate, non c'e' lo spirito
giusto. Decidiamo di fare una passeggiata. La citta' ci piace, offre un
quadro tipicamente "turco", con le sue moschee, i mausolei, i bazar, i
bagni (turchi, ovviamente), i vicoli stretti e tortuosi. E' piacevole
passeggiare, guardare, ascoltare, andare a caso, insomma. Del resto le
case (alcune antiche, con balconi di legno) non seguono un piano regolatore
preciso: sembra quasi che ciascuno abbia costruito la propria casa nel
punto che piu' gli piaceva, del tutto a caso, senza preoccuparsi che quella
costruzione costringeva la gente a deviare in continuazione dal proprio
retto cammino. La "tortuosità" e' il principio su cui si basa il
passeggio in centro. Molto spesso si segue uno stretto vicolo, che gira
e gira e gira, e poi arriva al nulla. Un cittadino ha deciso di costruire
la sua casa in fondo al vicolo, per cui non resta che tornare indietro!
E' veramente affascinante. E poi e' tutta verde, tanto che, come dicono
le guide, e' chiamata la citta' verde (anche la Moschea principale è
detta "Verde", che peraltro e' stupenda). Per non smentire la sua fama,
ed immergerci, appunto, nel verde, andiamo al parco cittadino. Ad un baretto
ci fermiamo a bere yogurt liquido, per cui i turchi vanno famosi, ed infatti
e' buonissimo. Il parco e' abbastanza grande, molto verde e con i giochi
per bambini e grandi, un piccolo Prater, insomma. Adocchiamo qualche ristorantino
carino, e decidiamo di tornare qui a mangiare questa sera. Rientriamo
quindi in albergo a riposare, a guardare la televisione (un telefilm orrendo,
ma sparavano molto e quindi si capiva quantomeno chi vinceva e chi perdeva).
Alle otto usciamo e torniamo al "Prater". Cena favolosa: abbiamo assaggiato
molte specialita', accomodati ad un tavolino all'aperto, con una brezza
favolosa. Il tutto annaffiato da un vinello bianco fresco, molto profumato.
C'e' molta gente nel parco, ma non c'e' chiasso, la gente si diverte ...
si sta bene. Andiamo a letto contenti.
19 luglio
Partiamo alle otto verso
Izmir (Smirne). La strada e' impossibile, buche come ... continua --> |
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