TURCHIA : pag 3
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Diari di viaggio - Turchia



TURCHIA

di Redazione IL VIAGGIO.IT
di spedirgliela una volta sviluppata e stampata (cosa che faro' al mio ritorno in Italia). Attraversiamo il ponte sul Bosforo e la vista e' eccezionale. Alle 9,30 siamo a Izmit e prendiamo la strada verso Bursa. In due ore ci siamo. La strada che porta al centro e' unica nel suo genere: a destra ed a sinistra e' un susseguirsi di officine di meccanici e gommisti. Non scherzo, nell'ultimo chilometro prima di arrivare al centro non c'e' altro: meccanici, gommisti, meccanici, gommisti, ecc. Non mi era mai capitato di trovare una tale concentrazione di "professionisti dell'automezzo". In centro non troviamo quel che ci aggrada. Appena fuori, pero', ci fermiamo all'Hotel Acar: bellino e soprattutto fresco. Nel primo pomeriggio ci rechiamo al Bazar. Nulla a che vedere con quello di Istambul. E' troppo moderno, le contrattazioni sono svogliate, non c'e' lo spirito giusto. Decidiamo di fare una passeggiata. La citta' ci piace, offre un quadro tipicamente "turco", con le sue moschee, i mausolei, i bazar, i bagni (turchi, ovviamente), i vicoli stretti e tortuosi. E' piacevole passeggiare, guardare, ascoltare, andare a caso, insomma. Del resto le case (alcune antiche, con balconi di legno) non seguono un piano regolatore preciso: sembra quasi che ciascuno abbia costruito la propria casa nel punto che piu' gli piaceva, del tutto a caso, senza preoccuparsi che quella costruzione costringeva la gente a deviare in continuazione dal proprio retto cammino. La "tortuosità" e' il principio su cui si basa il passeggio in centro. Molto spesso si segue uno stretto vicolo, che gira e gira e gira, e poi arriva al nulla. Un cittadino ha deciso di costruire la sua casa in fondo al vicolo, per cui non resta che tornare indietro! E' veramente affascinante. E poi e' tutta verde, tanto che, come dicono le guide, e' chiamata la citta' verde (anche la Moschea principale è detta "Verde", che peraltro e' stupenda). Per non smentire la sua fama, ed immergerci, appunto, nel verde, andiamo al parco cittadino. Ad un baretto ci fermiamo a bere yogurt liquido, per cui i turchi vanno famosi, ed infatti e' buonissimo. Il parco e' abbastanza grande, molto verde e con i giochi per bambini e grandi, un piccolo Prater, insomma. Adocchiamo qualche ristorantino carino, e decidiamo di tornare qui a mangiare questa sera. Rientriamo quindi in albergo a riposare, a guardare la televisione (un telefilm orrendo, ma sparavano molto e quindi si capiva quantomeno chi vinceva e chi perdeva). Alle otto usciamo e torniamo al "Prater". Cena favolosa: abbiamo assaggiato molte specialita', accomodati ad un tavolino all'aperto, con una brezza favolosa. Il tutto annaffiato da un vinello bianco fresco, molto profumato. C'e' molta gente nel parco, ma non c'e' chiasso, la gente si diverte ... si sta bene. Andiamo a letto contenti.

19 luglio

Partiamo alle otto verso Izmir (Smirne). La strada e' impossibile, buche come ... continua -->


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