| insistenza. Decidiamo di rientrare a riposare, ed uscire poi. Alle 17
siamo di nuovo fuori. A 10 metri dall'albergo c'è una stazione
di taxi. Ne prendiamo due e ci facciamo condurre al Waterfront: abbiamo
voglia di immergerci nello shopping! Il percorso dura circa dieci minuti,
il costo del taxi è di 21 rand. Anche in questo caso il taxista
ha la parola facile e ci dà alcune interessanti informazioni sulla
visita alla Table Mountain che abbiamo in programma per domani. La zona
del Waterfront è "assolutamente" turistica. C'è un centro
commerciale enorme, con centinaia di negozi, alcuni bellini e molti altri
del tutto dozzinali. Le terrazze che danno sul porto sono molto panoramiche.
Tanta vita, tanta gente ... soprattutto bianca. C'è anche molta
pulizia: insomma, un bel posto. Alle 20, affamati, scendiamo al porto
e proviamo al Quai Four Restaurant, con bellissima vista sul porto e sulla
passeggiata sulle banchine. La cena è stupenda: prendiamo tutti
una grigliata mista di pesce (cozze, aragosta, gamberoni, "bistecca" di
calamaro, salmone di mare, ecc.) freschissimo, il tutto annaffiato da
ottimo Riesling del Capo, molto secco e profumato. Il conto? circa 36.000
a testa! Torniamo con un taxista, molto grasso (ogni volta che doveva
girare il volante tratteneva il fiato per arretrare la pancia) e stranamente
silenzioso. Alle 21.30 siamo in camera, giustamente bisognosi di una buona
dormita.
2 agosto
Tempo bellissimo, alle 10
ci sono già 26 gradi! Con il taxi ci facciamo portare alla Cable
Car Low Station della Table Mountain. Purtroppo la funivia non è
operativa a causa del forte vento. La giornata è bellissima, ma
il vento è veramente forte. Qualcuno si avventura a piedi, ma la
Lonely Planet ci "avverte" che ci vogliono almeno tre ore di "buona gamba"
per superare i quasi 900 metri di dislivello, il che ci induce a modificare
i nostri piani. Riprendiamo il taxi e chiediamo che ci porti ai famosissimi
Botanical Gardens, fra i più belli del mondo. Il nostro "informatissimo"
driverman ci porta dritti e filati in centro e ci scarica davanti ai "public
gardens", o meglio ai "Company's Gardens", assicurandoci che quello è
il posto giusto. Un po' scettici ci avventuriamo nei giardini. Il fatto
che non vi sia una biglietteria e che non si paghi nulla ci insospettisce
un gran tanto. Dopo 500 metri usciamo dalla parte opposta dei giardini
che, pur essendo molto ben curati, non hanno nulla di scientifico, e restiamo
giustamente delusi. Di fronte all'uscita c'è il museo sudafricano.
Entriamo e non possiamo certo rimanere delusi: è molto interessante
e ben curato. Splendide sono le vetrine che ricostruiscono la vita dei
San (Bushmen). Gli indigeni sono rappresentati da riproduzioni sorprendentemente
reali (sembrano proprio veri). Dalle spiegazioni capiamo che sono state
realizzate nel 1911 con calchi presi da uomini veri, formidabile. ... continua --> |