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AMBRA BALTICA - Viaggio nell’estremo nord-est europeo fino alla magica San. Pietroburgo

di Fabio Bertoldi


Il 28 luglio parto da Roma alla volta di Torino per raggiungere la mia fidanzata. Ancora in solitario, ho tutto il tempo per ripensare a quello che mi aspetto da questa vacanza in moto, alla quale ho lavorato molto prima di partire e che si preannuncia piuttosto impegnativa. Il cielo parzialmente coperto e una gradevole temperatura semi-autunnale mi accompagnano per tutto il percorso, rendendo ancor piu' piacevole questo momento, la partenza, che e' sempre uno dei piu' belli di ogni vacanza.

L’Estonia, la Lettonia, la Lituania sono sempre state accomunate nei secoli, fino alla loro recente indipendenza dall’ex. URSS. Le rispettive capitali sono inserite da tempo nel patrimonio mondiale tutelato dall’UNESCO, e il territorio scarsamente urbanizzato, e quindi selvaggio e ricco di fascino, ci aspetta con le sue sterminate foreste di conifere e le migliaia di laghi che punteggiano il panorama. La nostra meta e’ ambiziosa, San Pietroburgo, l’ex Leningrado, sicuramente tra le città più belle d’Europa, chiamata anche la "Venezia del Nord" per gli innumerevoli canali che la attraversano e gli oltre 400 ponti. L’unione delle caratteristiche urbane europee con quelle tipicamente russe, e la magia delle notti bianche, donano alla città un’aura misteriosa e affascinante. Il celeberrimo Palazzo d’Inverno, ora sede del grande museo dell’Hermitage e tante altre peculiarità fanno di questa metropoli una meta assolutamente da non perdere, alla quale sapremo dedicare il tempo che merita pur nell’economia di un viaggio che sara’ lungo oltre 6000 chilometri.

Giunto cosi’ allegramente a Torino, la tappa successiva fino a Vienna, è invece piuttosto dura: più di 1000 km che credevo fossero tutti autostradali. Comprato il bollino autostradale austriaco, pochi km dopo il confine la strada diventa a due corsie, passando in mezzo ai paesi. Quando ricomincia l’autostrada, questa si rivela quasi una strada di montagna, anche se a 4 corsie, per le curve comunque molto accentuate. Arriviamo cosi' a Vienna che sono gia' le 21 e pernottiamo in campeggio.

Il mattino dopo ci avviciniamo a Cracovia. La strada che da Vienna va verso la Slovacchia è a 4 corsie fino a pochi km dal confine. Il passaggio di frontiera è agevole perché, essendo in moto, saltiamo una lunga fila arrivando direttamente al posto di controllo dei documenti. Abbandonata Bratislava prendiamo l’autostrada (particolare piacevole: le moto non devono fare il bollino, al contrario delle auto), che ci accompagna fino a Zilina. Dopo aver attraversato una parte dei bellissimi monti Tatra entriamo in Polonia che è quasi buio. Anche questa volta comunque il passaggio di frontiera è piuttosto rapido. La parte sud della Polonia, nei 150 km fino a Cracovia, è una campagna molto pittoresca. Arriviamo in città a notte fonda, ... continua -->



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