Il 28 luglio parto da Roma alla volta di Torino per raggiungere la mia
fidanzata. Ancora in solitario, ho tutto il tempo per ripensare a quello
che mi aspetto da questa vacanza in moto, alla quale ho lavorato molto
prima di partire e che si preannuncia piuttosto impegnativa. Il cielo
parzialmente coperto e una gradevole temperatura semi-autunnale mi accompagnano
per tutto il percorso, rendendo ancor piu' piacevole questo momento, la
partenza, che e' sempre uno dei piu' belli di ogni vacanza.
LEstonia, la Lettonia, la Lituania
sono sempre state accomunate nei secoli, fino alla loro recente indipendenza
dallex. URSS. Le rispettive capitali sono inserite da tempo nel
patrimonio mondiale tutelato dallUNESCO, e il territorio scarsamente
urbanizzato, e quindi selvaggio e ricco di fascino, ci aspetta con le
sue sterminate foreste di conifere e le migliaia di laghi che punteggiano
il panorama. La nostra meta e ambiziosa, San Pietroburgo, lex
Leningrado, sicuramente tra le città più belle dEuropa,
chiamata anche la "Venezia del Nord" per gli innumerevoli canali
che la attraversano e gli oltre 400 ponti. Lunione delle caratteristiche
urbane europee con quelle tipicamente russe, e la magia delle notti bianche,
donano alla città unaura misteriosa e affascinante. Il celeberrimo
Palazzo dInverno, ora sede del grande museo dellHermitage
e tante altre peculiarità fanno di questa metropoli una meta assolutamente
da non perdere, alla quale sapremo dedicare il tempo che merita pur nelleconomia
di un viaggio che sara lungo oltre 6000 chilometri.
Giunto cosi allegramente a Torino,
la tappa successiva fino a Vienna, è invece piuttosto dura: più
di 1000 km che credevo fossero tutti autostradali. Comprato il bollino
autostradale austriaco, pochi km dopo il confine la strada diventa a due
corsie, passando in mezzo ai paesi. Quando ricomincia lautostrada,
questa si rivela quasi una strada di montagna, anche se a 4 corsie, per
le curve comunque molto accentuate. Arriviamo cosi' a Vienna che sono
gia' le 21 e pernottiamo in campeggio.
Il mattino dopo ci avviciniamo a Cracovia.
La strada che da Vienna va verso la Slovacchia è a 4 corsie fino
a pochi km dal confine. Il passaggio di frontiera è agevole perché,
essendo in moto, saltiamo una lunga fila arrivando direttamente al posto
di controllo dei documenti. Abbandonata Bratislava prendiamo lautostrada
(particolare piacevole: le moto non devono fare il bollino, al contrario
delle auto), che ci accompagna fino a Zilina. Dopo aver attraversato una
parte dei bellissimi monti Tatra entriamo in Polonia che è quasi
buio. Anche questa volta comunque il passaggio di frontiera è piuttosto
rapido. La parte sud della Polonia, nei 150 km fino a Cracovia, è
una campagna molto pittoresca. Arriviamo in città a notte fonda,
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