Le operazioni di check-in, imbarco e decollo
si svolgono regolarmente così come il volo da Roma a Bangkok che
ha una durata di poco inferiore alle 10 ore: in tutto questo tempo vediamo
un paio di films, leggiamo, smaniamo in anguste poltrone e infine gustiamo
una buona cenetta e una abbondante colazione allinglese prima di
atterrare in Thailandia. Breve attesa e nuovo decollo per Yangon, dove
atterriamo dopo poco più di unora, non senza aver gustato
un altro pranzetto allietato da una orchidea per le nostre signore, gentilmente
offerta dalla Thai Airways. Atterraggio morbido, formalità doganali
abbastanza lunghe e finalmente vediamo Soe che ci sta aspettando allinterno
dellaeroporto e, in lontananza, la nostra Chiara in perfetta tenuta
birmana. Grandi abbracci e grande confusione: alluscita dellaeroporto
siamo circondati da molti ragazzi birmani, evidentemente tutti del gruppo
di Soe, che ci tolgono le valigie di mano per caricarle su unauto,
mentre noi quattro insieme a Chiara e Soe, saliamo sulla famosa jeep Mitsubishi
Pajero, recente acquisto della Myanma Smile Land: e così inizia
il nostro viaggio sulle strade birmane. Limpressione di Yangon,
ritornandoci dopo poco più di due anni, è positiva, anche
se non possiamo dire di osservare grandi cambiamenti. Ci fa una buona
impressione la bella strada, divisa da un filare di alberi ben tenuti,
che conduce verso il centro della città, ma per il resto vediamo
le solite cose: bus carichi fino allinverosimile, qualche grande
palazzo in costruzione con impalcature rigorosamente fatte di canne di
bambù anche alle grandi altezze, gli uomini che indossano ancora
il longyi, tutte le scritte ancora in caratteri birmani salvo alcuni cartelloni
pubblicitari - peraltro in quantità ridotta rispetto a due anni
fa -, traffico intenso ma senza esagerare, macchine ancora con guida a
destra nonostante che la circolazione stradale sia anchessa a destra
(unico paese in tutto il sud-est asiatico) e infine il solito stupendo
cielo azzurro che ci auguriamo possa accompagnarci, come l'altra volta,
per l'intera durata della nostra permanenza in questo paese. Noto solo
la mancanza dei caratteristici mini pick-up che, con pochissimi kyat,
ti trasportavano velocemente da una parte allaltra di Yangon: pazienza!
NEL MITICO SUD-EST ASIATICO
Arriviamo così al Guest Care Hotel,
situato in Dhamma Zedi Road, una arteria centrale che collega Inya Road
a U Wisara Road, due delle strade principali di Yangon. La costruzione
è recente e si trova allinterno di un giardino. Limpressione
è ottima e anche le camere che ci vengono assegnate risultano di
nostro completo gradimento: niente a che vedere con lalbergo ove
dormimmo in occasione del nostro precedente viaggio.
Doccia ristoratrice, sistemazione bagagli,
Voltaren e
.via alla riscoperta della capitale del Myanmar, con il
desiderio di non limitarla alla sola visita della Shwedagon Pagoda. Prima
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