Introduzione
Come sempre, ho preparato
con cura il viaggio. Ho utilizzato tre fonti: innanzitutto due guide turistiche
(la Lonely Planet in Italiano, e la Rough Guide in inglese, con un pizzico
di preferenza per quest'ultima). In secondo luogo Internet, e più
in particolare il Web. Ho raccolto decine di pagine sul Sud Africa e le
ho poi catalogate secondo la regione e l'interesse turistico. In terzo
luogo ho scandagliato per due mesi il newsgroup "rec.travel.africa" raccogliendo
notizie di prima mano dai viaggiatori. Siamo in sette: due famiglie di
tre elementi (i classici due genitori con un figlio), ed un single, Paolo.
Ho poi prenotato il volo aereo con la mia agenzia preferita, nonché
l'albergo a Cape Town e a Durban. Infine ho prenotato l'alloggio al parco
Hluhluwe.
31 luglio
Partiamo nel pomeriggio
da Milano Linate per Capetown, via Londra, con British Airways.
1 agosto
Dopo un volo molto "ballerino"
atterriamo all'aeroporto alle 10.15 locali (mezz'ora di ritardo). La temperatura
è piacevolmente calda (23 gradi) e la giornata è bellissima.
In aeroporto c'è la solita confusione, ma ci districhiamo con scioltezza
dagli ingorghi doganali e prendiamo al volo due taxi. La strada è
bella, la Table Mountain è splendida contro un bel cielo blu e
l'autista è simpatico. La temperatura è calda (26°)
e c'è un po' di umidità. Dopo venti minuti i taxi ci scaricano
al Tudor Hotel in Greenmarket square. Dopo aver pagato la corsa (126 rand)
entriamo in questo vecchio e simpatico albergo. Le camere sono dignitose
e pulite, anche se i mobili sono decadenti (nel senso dello stile, non
della loro stabilità). Il personale è tutto nero e gentilissimo,
prodigo di consigli e suggerimenti. All'una usciamo e ci fermiamo a mangiare
in un localino con terrazza sulla vicina Greenmarket square, il Cycles.
Ottimo pranzetto (anche se l'attesa dei piatti è stata sinceramente
un po' lunga), con spettacolo in diretta sul "flea market" della piazza,
e sui musicanti improvvisati, che, per pochi spiccioli, cantano, suonano
ed intrattengono. Il tutto è molto carino. Il mercato, che si tiene
tutti i giorni è costituito da un crogiolo di persone, molto diverse
tra loro: c'è la nera, vestita male, che vende maschere di legno
colorate su un banchetto traballante, marito e moglie bianchi, che vendono
vestiti da fricchettoni; giovani donne bianche che vendono cianfrusaglie
indiane (tutto il mondo è paese). Prima di rientrare in albergo
facciamo un giro nelle vie circostanti, quasi tutte pedonalizzate: è
sabato pomeriggio ed i negozi sono chiusi, c'è poca gente in giro.
Quei pochi vanno di fretta, e quelli che non hanno fretta sono mendicanti
(molti i bambini) che chiedono la carità, alcuni con una certa
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