lunedì 04 ottobre 2004
ASTOI: PIÙ STRATEGIA E PIÙ COLLEGAMENTI |
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per realizzare il Gran Tour del Mediterraneo
ll convegno organizzato a MediBit da ASTOI presenta per la prima volta
una visione d’insieme del Turismo Euromediterraneo. Dai dati un chiaro segnale: al Mediterraneo serve un prodotto turistico unico, ma mancano collegamenti e visione strategica.
Il Mediterraneo, una regione omogenea dal punto di vista culturale e ambientale, che tutti i protagonisti del Sistema Turismo, se intendono sviluppare i flussi nell’area, dovranno imparare a considerare nel suo insieme. Come? Adottando una visione più strategica e risolvendo le criticità attuali. In primo luogo i collegamenti, che oggi sono carenti. È quanto emerge dal convegno “Mediterraneo, area di libero scambio turistico” organizzato oggi nell’ambito di MEDIBIT da ASTOI in collaborazione con Bit. La Borsa Internazionale del Turismo, infatti, attribuisce grande importanza al tema, al quale dedicherà uno specifico focus nell’edizione di febbraio 2005.
Conferme e novità
I dati presentati da Alberto Corti, Direttore Generale di ASTOI – l’Associazione dei tour operator italiani – analizzano per la prima volta con criteri univoci i flussi verso tutti i Paesi dell’area, consentendo una valutazione complessiva. Nel 2003 sono stati 220 milioni i Visitatori che hanno scelto il Mediterraneo. Il 20%, poco più di 44 milioni, arriva da altri Paesi mediterranei, mentre meno del 10%, poco più di 20 milioni, proviene da Paesi lontani come Stati Uniti, Russia o Giappone. Circa il 70%, pari a oltre 153 milioni, proviene dalla macroregione europea.
È la Francia è il Paese più visitato con circa 75 milioni di turisti, seguita dalla Spagna con oltre 52 milioni. I dati per il nostro Paese parlano di poco più di 2 milioni e mezzo di Viaggiatori da Paesi lontani, circa 23 e mezzo dai Paesi confinanti e quasi 7 dalle nazioni mediterranee: in totale poco più di 33 milioni di Visitatori.
Alcuni dati confermano trend già noti, mentre altri introducono spunti di riflessione. La permanenza media di chi proviene da Paesi di mare è di soli 4 giorni, contro i 7 dei Paesi confinanti con le nazioni costiere. Dato meno prevedibile, i viaggiatori di lungo raggio soggiornano mediamente 8 giorni: un valore molto basso considerando la vastità dell’area, il suo appeal, la molteplicità delle proposte. In confronto, i turisti soggiornano più a lungo quando viaggiano nell’Europa continentale per il classico “Gran Tour d’Europa”.
Il problema dei collegamenti
“Dobbiamo renderci conto che il Gran Tour d’Europa è ormai un prodotto maturo”, spiega Alberto Corti. “La maggior parte dei potenziali Visitatori lo ha già effettuato e negli ultimi anni, per la prima volta, abbiamo registrato un rallentamento. Ora serve un prodotto simile per l’area mediterranea: un circuito che potremmo chiamare Gran Tour del Mediterraneo. Non solo sotto forma di crociera, come per lo più avviene oggi, bensì di viaggio con tratte aeree e soggiorni coordinati. Se iniziamo a lavorarci adesso, il Gran Tour potrebbe svilupparsi nei prossimi dieci anni. Per ottenere questo risultato occorre però risolvere da subito alcune criticità, come i collegamenti.”
“Attualmente – prosegue Corti – per andare da Palma di Maiorca a Catania sono necessari tre voli diversi. Ed è paradossale, ma anche per recarsi da Catania a Jerba in Tunisia, poche centinaia di chilometri, in assenza di voli charter si devono prendere tre vettori diversi e calcolare quasi otto ore di viaggio. Non parliamo poi se un turista da Smirne vuole recarsi ad Alessandria d’Egitto: il calvario prevede quasi 17 ore di viaggio per arrivare alle quasi 20 del malcapitato che voglia partire da Jerba per Smirne.”
L’impegno di Alitalia
“Il nostro impegno va esattamente in questa direzione”, commenta Alessandro Amadeo, Sales Area Manager Sud Italia di Alitalia. “La carenza di collegamenti point-to-point nasce dal fatto che tutte le compagnie oggi devono adottare una strategia hub and spokes. In questo scenario Alitalia è favorita perché i nostri hub, Fiumicino e Malpensa, sono ovviamente in Italia, che si trova in posizione strategica al centro del Mediterraneo. Non solo. Da sempre Alitalia investe in quest’area, dove è leader, e continuerà a investire sviluppando destinazioni come il Levante e il Maghreb. Senza considerare che possiamo contare sulle sinergie dell’alleanza Skyteam: già oggi sono disponibili per i clienti extraeuropei prodotti come l’European Pass, un solo pass per più tratte. Pensiamo per il prossimo futuro a prodotti simili per tutti i Viaggiatori, magari coinvolgendo altre compagnie dell’area candidate all’affiliazione”.
Creare un network
Il convegno ha evidenziato la necessità di fare network tra gli attori del Sistema Turismo nei diversi Paesi dell’area e di sviluppare una progettualità più strategica. Andy Cooper, segretario generale dell’associazione internazionale dei Tour Operator IFTO, ha spiegato che il mass market europeo è ormai maturo: per sviluppare i flussi bisogna individuare le nicchie più promettenti attraverso una reale segmentazione del mercato, e sviluppare strategie pensate per i mercati dei Paesi lontani. I temi sollevati al convegno saranno approfonditi a Bit 2005, che dedicherà loro uno specifico focus.
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