martedì 14 giugno 2005
COLDIRETTI, I PRODUTTORI SALGONO IN CATTEDRA E PER GLI SCOLARI È "LEZIONE DI RISO" |
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OLEGGIO. Che succede quando sono gli imprenditori agricoli a diventare insegnanti? Bè, succede che per gli scolari si apre un mondo nuovo, affascinante e fuori dagli schemi. Succede, soprattutto, che anche i più giovani iniziano ad essere consapevoli della magia di una tradizione che li circonda nel territorio in cui vivono, e sulla quale forse conoscevano solo minimi dettagli.
La campagna è entrata nella scuola e lo ha fatto in una classe di Oleggio, dove nei giorni scorsi Pierelisio Paglino, risicoltore della “Cascina Colombare” e socio di vecchia data della Coldiretti di Novara e Vco ha tenuto una lezione ai piccoli allievi dell’Istituto Comprensivo Verjus di Oleggio.
Pierelisio Paglino ha illustrato ai piccoli allievi i segreti della coltivazione del riso, soffermandosi in particolare sulle varie fasi che si stendono lungo tutto l’arco dell’anno e che, proprio di questi tempi, hanno appena ripetuto l’annuale sommersione delle risaie.
Un rito antico di cinque secoli, che affascina tutti e non ha mancato di stupire i piccoli allievi, incuriositi dalla con testualità degli elementi (terra/acqua/sole) che accompagnano lo sviluppo di una pianta giunta sei secoli fa dal lontano oriente sino alle nostre pianure.
La comunicazione del prodotto-riso e della sua storia costituisce un importante valore aggiunto per ciò che è certamente un elemento distintivo del territorio, della sua storia e della sua economia: particolarmente legato ad essa è Paglino che anche nell’azienda di Casaleggio ora condotta dal figlio Francesco, ama illustrare alle famiglie e ai più giovani il funzionamento delle antiche “piste” e del moderno impianto di trasformazione del chicco.
“Un’iniziativa che aggiungiamo con piacere alle molte attività di comunicazione e di didattica che la Coldiretti compie attraverso la struttura o per il tramite dei propri associati” dice il direttore della federazione interprovinciale Gabriel Battistelli.
“Si tratta di un dialogo importante che intendiamo approfondire con i nostri più giovani amici che, non dimentichiamolo, sono i consumatori di domani: il passaggio dalla civiltà agricola a quella industriale o del terziario, con il progressivo allontanamento dalla campagna, ha portato nel giro di un paio di generazioni a perdere molte delle conoscenze un tempo comuni circa il ciclo della vita rurale.
L’attenzione che i giovani allievi non mancano mai di mostrare relativamente a questi argomenti ci incoraggiano a proseguire con loro in un cammino di riscoperta che costituisce un vero e proprio percorso interdisciplinare in grado di unire le discipline canoniche, come scienza e storia, ad altre non meno importanti, come i cenni di tecnica agraria o di cultura agroalimentare.
Un grazie particolare agli allievi di Oleggio e a Pierelisio Paglino che ha saputo donar loro una giornata certamente indimenticabile”.
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