Nel regno della magia

Nel regno della magia

27 – 11 – 2002 – DUBLINO – CAVAN – Dopo aver compattato le nostre menti nella gioiosa Dublino, abbiamo iniziato il giro della green-island alla ricerca della storia e delle tradizioni di un popolo fantastico. Abbandonato il cuore della città abbiamo intrapreso la statale che costeggia il mare a nord di Dublino, in direzione Belfast. Il paesaggio e la costa hanno cominciato subito a mostrare la loro bellezza selvaggia, grazie soprattutto alla complicità di un terribile vento che sferzava le rocce e delle piccole barche ormeggiate tristemente nel porto di Howth. Il paesaggio meritava la sosta, ma la particolare tristezza e la malinconia del posto ci hanno subito spinto ad intraprendere il viaggio, quasi come se la natura circostante non avesse voluto che persone estranee la avessero vista in quelle condizioni. Ecco il vento.ecco il freddo.ecco la pioggia. In serata abbiamo raggiunto Cavan, dove abbiamo pernottato nel più accogliente B&B d”Irlanda, vincitore nel 2001 del riconoscimento più prestigioso e più ambito dagli infiniti B&B del paese. Una bella casualità! Quando la signora ci ha accolto subito ci ha chiesto se eravamo giunti nella bella Cavan per l”annuale fiera di cavalli; behh, il motivo non era proprio quello, ma la cosa ci ha incuriosito al punto di spingerci, il giorno dopo, all”annuale asta organizzata nella splendita campagna della contea. Un gran casino di fanatici con la “febbre da cavallo” provenienti da ogni parte d”Europa e disposti a tutto pur di acquistare la razza di cavallo partorita dai loro ippo-sogni! Incredibile!

28 – 11 – 2002 – CAVAN – BELFAST – La monotona ma bella campagna della contea di Cavan ci aveva riempito le “.” al punto di proiettarci velocemente verso Belfast. La nostra inusuale meta ci trasmetteva un pizzico di tensione: il giorno prima di partire da Dublino avevamo letto su un giornale che l”IRA (Irish Republic Army) aveva deciso di interrompere la tregua con il governo. Gran bella cosa!! Arrivati a Belfast, la mancanza di una cartina della città ci mandò letteralmente nel pallone. Il nostro B&B si trovava su una collina della città e nessuno conosceva la strada dove era situato. Dopo varie vicissitudini riuscimmo ad individuare la zona e dopo aver imboccato diverse strade sbagliate riuscimmo, grazie al contributo di una simpatica ma diffidente vecchietta, a trovare questa “beep” di casa. Al di là del Belfast Castle e della City Hall, la città non presenta particolari interessanti. La tensione che Belfast trasmette ai suoi turisti è quasi diventato un elemento che caratterizza la città; noi abbiamo avuto questa sensazione e lo abbiamo percepito nei volti della gente.

29 – 11 -2002 – BELFAST – CULDAFF – La costa a nord di Belfast si è rivelata una delle più interessanti. La litoranea a picco sul mare attraversa piccoli villaggi intervallati da antichissime formazioni rocciose che rendono più suggestivo lo scenario. Il tempo di questo periodo più ostile che mai rendeva i vari panorami offerti dalla solita litoranea (coast road) più inquietanti. Il nostro obiettivo era quello di raggiungere quanto prima le Giants Causeway in una lotta contro il tempo e soprattutto contro le tenebre (alle 4:30 pm era già notte). Riuscimmo fortunatamente ad anticipare la notte nella nostra corsa verso le Giants Causeway: la leggenda narra la storia di un gigante abitante del posto che, respinto dalla sua amata, decise di uccidersi gettandosi nel mare. Si dice che nella sua corsa verso la morte il gigante abbia creato queste suggestive rocce. Tali rocce, di antichissime origini, assumono una perfetta forma cilindrica, e l”insieme è davvero bello; sembra una struttura di scale poste sul mare in maniera disordinata. Interessante! In serata raggiungemmo Culdaff, un villaggio di poche anime e forse il più a nord di Irlanda. Perchè Culdaff? Non lo so e mai lo saprò. L”istinto ci aveva guidato verso quella zona e sinceramente non conviene spostarsi così a nord per ritrovare un comune paesaggio irlandese. L”unico elemento che ha suscitato in noi un certo interesse è stato sicuramente la spiaggia di Culdaff: il verde (l”erba) il rosa (la sabbia) ed il blu (il mare) rendevano il posto molto bello ed affascinante; ritengo che forse la semplice visione della spiaggia abbia ripagato la sosta in quel posto, compreso la terribile esperienza nel centro di Cardonagh, che ci ha fatto riflettere sui livelli di povertà ancora presenti in Irlanda (nonostante lo sviluppo economico degli ultimi anni).

30 – 11 – 2002 – CULDAFF – DONEGAL – Prima di intraprendere la strada per Donegal, decidemmo di ritornare in Irlanda del Nord per visitare l”inquietante Derry, situata ai confini con l”EIRE. Completamente circondata dalle mura, la città di Derry, seconda roccaforte dell”esercito indipendentista dell”IRA, si presenta spoglia e completamente priva di quegli elementi che rendono una località accogliente. La presenza di enormi corvi neri, vere e proprie galline volanti, amplificava quel senso di inquietudine che raggiunse il picco nel momento in cui notammo il nome della principale strada pedonale della città: Bloody Sunday. Quale il senso della dedica? Una condanna o un ricordo positivo?! Mahh! Nel primo pomeriggio decidemmo di ritornare in Irlanda per intraprendere il cammino verso Donegal; dopo aver visitato rapidamente la simpatica Letterkenny decidemmo di proseguire dritto verso la meta della giornata, visto che la notte era ormai sopraggiunta. La fredda Donegal si è presentata subito come un tranquillissimo centro, perennemente bagnato dalla pioggia, e dominato da un piccolo e tipico castello irlandese. Nulla di più.

31 – 11 – 2002 – DONEGAL – WESTPORT – Forse la giornata più piovosa! Quando in Irlanda si parla di giornata molto uggiosa si fa riferimento all”intensità della pioggia che ti rompe psicologicamente e moralmente. La stessa pioggia ci impedì quel giorno di soffermarci in alcune località, ad eccezione di Bundoran. La baia che si affaccia sull”oceano era allettante ed il vento forza +

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