ROMANIA, 2 settimane da … 1-17 agosto 1998

ROMANIA, 2 settimane da ... 1-17 agosto 1998

Nota del Web- Master: il testo è stato lasciato originale così come è stato scritto. Trattasi di un vero e proprio diario in cui, più che la descrizione delle varie mete turistiche, sono raccontati con "stile particolare" gli avvenimenti quotidiani che hanno maggiormente impressionato il partecipante. Alcune cose sono inesatte:- le origini dei paesi della Transilvania sono Sassoni e non Austriache, buffa l”interpretazione della funzione della fossa di acqua alla frontiera con la Bulgaria, il castello di Peles era del re della Romania e non degli austro-ungarici…. ecc…. Impietosa ed esagerata per certi versi l”immagine della Romania paragonata a volte ai paesi del terzo mondo . Il documento ha comunque un suo valore in quanto descrive in modo genuino le vicende nel bene e nel male, e senza cercare di convincere può dare un”idea importante di cosa si deve anche aspettare chi si accinge ad affrontare il viaggio, compreso il costo della vita (agosto 1998)..

31.07.98 LA PARTENZA
Faccio il pieno a Km 4211, lire 26.000, sono le 12,30 i bagagli sono pronti, guardo il tempo e ………..inizia a piovere!! Ore 13,30 finalmente si parte. Mentre la strada corre veloce sotto la mia moto, mi sto rendendo conto del viaggio che devo fare, questo mi attira molto, ma non riesco ancora a rendermi conto che sono su una moto a 140 km/h a 38 anni e sto andando in ferie con uno zaino di vestiti. Mentalmente ripenso a tutto ciò che ho portato, non dovrei aver dimenticato nulla. Le mie finanze (più che soddisfacenti) ammontano a 1.500 marchi, 100 dollari, 300.000 lire. Ho già saldato il conto del viaggio durante l”incontro a Modena con i partecipanti e nell”occasione ho conosciuto DINO persona veramente simpatica dotata di una capacità organizzativa molto Svizzera, e altri compagni di viaggio che sembrano cordiali e alla mano.

Arrivo al casello di Venezia, pago 15.000 lire di pedaggio, faccio il pieno e una breve pausa. Proseguendo in direzione Tarvisio escoa Gemona e proseguo sulla s.s. Pontebbana. Alla prima cabina telefonica avviso casa che è tutto OK. Dalla pianura che sino ad ora aveva caratterizzato il viaggio tutto ad un tratto spuntano montagne aguzze, sotto paesi che furono devastati dal terremoto che colpì il Friuli diversi anni fa. Arrivo a Venzone, paese interamente ricostruito pietra su pietra, subito si trova Carnia e dopo un cavalcavia sulla destra vedo l”Hotel Carnia. L”impressione è subito ottima sembra fin troppo elegante per le mie abitudini, arrivato scarico la moto e mi reco in camera (103). E” tutto pulitissimo, mi faccio una mega doccia con tanto di miscelatore, mi sento rinato. Più tardi scendo al ristorante e scelgo il menu degustativo della Carnia, l”ambiente è raffinato e dà l”idea di un budget alto per le mie tasche, la filodiffusione diffonde le note di Wonderful Tonight e la cameriera gentile con accento austriaco mi elenca le varie specialità, dal formaggio fuso alle pappardelle di grano saraceno con salsa di mirtillo al prosciutto di cervo il tutto innaffiato da un ottimo vino locale. Cena da 10 e lode, posto mitico, ritornerò. La prima giornata è passata benissimo, domani l”appuntamento è alle 13 circa alla stazione di Fella in autostrada, l”ultima prima del confine austriaco, che dista da qui circa 80 Km. Good trip.

01.08.98 INIZIA L”AVVENTURA
Ore 7.00 svegliato da un fragoroso tuono mi affaccio alla finestra preoccupato, inizia a piovere ma dopo un”ora torna il sereno. Scendo per la colazione, se il trattamento equivale a quello della cena sono a posto!!! Come previsto colazione ok, abbondo anche un pò non si sa mai; parlando poi con altri motociclisti mi consigliano di proseguire sulla statale e di entrare in autostrada a PONTEBBA. Sono sceso in garage per controllare se la moto era al suo posto, tutto tranquillo, se ne stava li fresca fresca. Saldo il conto con la carta di credito 70.000 + 50.000 per la cena il rapporto qualità prezzo è stato veramente ottimo. Sistemo i bagagli e riparto, sono le 11.00 Arrivo all”area di servizio FELLA alle 12.00, un”ora in anticipo rispetto al piano di partenza, c”è comunque già qualcuno del gruppo ed inizio a chiaccherare e ne approfitto per fare il pieno e per comprare il bollino Austriaco per l”autostrada (pieno 27.000, bollino 12.000 per due mesi). Passiamo la frontiera, deserta e siamo in Austria, inizia il viaggio!! Dopo circa 200 Km breve sosta per il pieno in una stazione tipo vecchia fattoria, 7,22 litri 88 scellini pagato con 100 marchi ricevo il resto in scellini (1 scellino = 140 lire) Qui in AUSTRIA la temperatura è di circa 20° e si attraversano tanti boschi, ogni tanto si presenta anche una certa nebbiolina, spunta anche un lago alpino racchiuso in uno scenario veramente stupendo, siamo tra VILLACH e KLAGENFURT. Proseguiamo sulla veloce autostrada sino a GRAZ, poi usciamo sulla statale in direzione di FURSTENFELD, siamo al confine con l”UNGHERIA, la terra dei Magiari. Qui ci controllano i passaporti, il paesaggio comincia a cambiare, distese enormi di campi e paesi allo stato rurale, la povertà inizia a farsi sentire, sulle strade circolano tante TRABANT. L”andatura rallenta per le condizioni della strada statale, con il fondoschiena che inizia a farsi sentire tiriamo diritto fino a VEZPREM, capoluogo di provincia abbastanza ricco (visto il numero di banche) vicino al grande lago BALATON meta di molti turisti specie tedeschi. Arrivati in hotel (modesto per noi, top per loro) ci fanno posteggiare le moto in fila indiana sul marciapiede dell”ingresso. Per i passanti è la novità della serata, inizia subito un via vai di gente per guardare le nostre moto. Mi faccio subito una bella doccia seguita dagli immancabili esercizi per rilassare la schiena, e via!! a cena. Cambio 10.000 lire per telefonare a casa, il telefono funziona a monetine, la moneta ufficiale è il FORINT, il fiorino ungherese, con il resto circa 6.000 lire pago l”ingresso in discoteca a 6 amici e beviamo pure (costo ingresso meno di mille lire a cranio). Dopo qualche drink torniamo in albergo sono circa le 2 e abbiamo tutti un gran sonno.

02.08.98 SI ENTRA IN ROMANIA
Al primo benzinaio facciamo il pieno, litri 11,44 1932 forint (168,9 forint/litro) Sono molto contento della moto, sia come confort di guida che delle prestazioni e pure del consumo medio di circa 20 km/lt. La strada prosegue veloce e ogni tanto mi fermo per scattare qualche foto, durante il percorso attraversiamo il Danubio su un ponte grandissimo, ci sono le sentinelle di guardia ma riesco a scattare una foto. Poco più avanti sulla strada dei ragazzi vendono dei pesci enormi appena pescati, c”è un casello e paghiamo un pedaggio di 520 forint. La strada si fa più piccola, ci avviciniamo al confine e fa molto caldo. Arrivati al confine ci fermiamo 500 m prima in un chiosco tipo Messico o giù di lì, fa un caldo allucinante col gestore del chiosco è difficile farsi capire qualcuno mangia del Gulasch, io mangio una specie di Hamburger con un fiume di Coca Cola. Arriviamo alla frontiera, consegnamo tutti i passaporti a Dino che ci sbriga tutte le formalità pagamento del visto compreso, le procedure sono lunghe, sul passaporto viene segnato il numero di targa di ogni moto e ci viene consegnato il tagliando di soggiorno, da riconsegnare al ritorno. E” passata circa un”ora nel fra
ttempo ho cambiato 200 marchi, mi hanno dato una pigna di soldi: 969.000 lei, la moneta ufficiale che per noi è un vantaggioso cambio 1:5 circa- Al primo benzinaio in Romania rifaccio il pieno il contachilometri segna 5486 7,95 litri 35.000 lei (4.400 lei/litro circa 900 lire italiane, very good). Entriamo ad ORADEA, l”ultimo paese dimenticato da Dio, l”impatto è allucinante, sembra di essere a CALCUTTA o giù di lì, bimbi scalzi e sporchi per la strada che ci chiedono l”elemosina facendo il segno della croce, edifici obsoleti e puzza di carogna nell”aria (Speriamo che non sia tutta cos”ì la Romania). Nella cittadina passa un fiume dall”aspetto limaccioso, i bambini si tuffano e giocano, è il Gange Rumeno. Per la strada vedo povertà ovunque, gente che viaggia su dei carretti al bordo della strada e timidamente mi saluta, gente che improvvisa dei mercatini di merci e frutti locali, quando attraversiamo i paesi la gente esce dalle case per salutarci, sembriamo marziani. La strada è brutta, piena di buche di lavori non segnalati, attraversano polli, oche, cavalli e bisogna guidare a quattrocchi. Dopo una specie di passo e 450 km entriamo finalmente in Transilvania, il paesaggio cambia, è collinare, fresco, più umano (più vero N.D.R. ELIO……) Ci fermiamo sul passo per un breve break, poi via verso CLUJ NAPOCA capoluogo della regione che dista ancora 70 Km CLUJ (pronuncia Clush) è una cittadina molto bella (almeno in centro) architettonica e ricca di monumenti del dominio Ungherese. L”inquinamento atmosferico dovuto a motori allucinanti è a livello del ponte della Ghisolfa alle 8.00 del mattino., arriviamo all”hotel LILIACUL (pippistrello) , mega doccia e giù a cena dove assaggiamo la tipica Ciorba de Burta (brodo vegetale con trippa). Alla sera prendiamo un taxi e ci facciamo portare in centro spendendo la pazzesca cifra di 15.000 lei (3.000 lire italiane, 4 passeggeri) poi via in discoteca: il SUN locale bello e pieno di gente. Rientro alle 2.00 circa e scendo nel night club sotto l”hotel. Due ragazze in topless ballano come serpenti attorno alla sbarra, è pieno di entreneuse e di americani e tedeschi annebbiati dai fumi dell”alcool e dal resto, bevo una birra mentre Vichi la gentil donzella si scola un whisky e fuma un pacchetto di Marlboro, costo totale 30.000 lei (6.000 lire italiane). Già l”Est è stato conciato così dal comunismo, se continua così diventerà un mercato del sesso come la Thailandia, speriamo di no. Ah dimenticavo, ingresso in discoteca con consumazione circa 15.000 lei, pazzesco, buonanotte.

03.08.98 GIORNATA DI RIPOSO A CLUJ
Ore 8.30 decido di fare un pò di bucato. Io , Mirko ed Enrico prendiamo le moto ed andiamo in CENTRU per un reportage veloce poi le lasciamo in albergo e ci ritorniamo in taxi. Faccio qualche foto ma la cosa più bella è stato il mercato, una vera CASBAH, più africana che mai, una miriade di colori ed odori veramente unica. Con degli zingari mi sono trovato un pò sul chi va là, comunque esperienza fantastica. Nel pomeriggio avevamo appuntamento alle 14.00 al DIESEL, con Diana e le sue amiche conosciute la sera prima in discoteca, dopo aver bevuto qualcosa le portiamo a fare un giro in pineta con le moto, era la prima volta che salivano su una moto, era come se avessero fatto 13. Dalla finestra della mia stanza vedo i vecchi camion militari dell”est che si arrampicano a fatica, come pure le corriere, vomitando una valanga di fumo, mezzi che quasi sempre incontriamo col motore k.o. Ho controllato l”olio del TDM, tutto a posto, faccio il pieno 36.000 lei. Sono le 18.30 e ho una gran fame, oggi siamo stati a pranzo in un posto incredibile, sembrava ISTANBUL, mangiato bene e speso poco più di 4.000 lire italiane, mentre per un rullino fotografico DIA 100 ASA 36 ho speso 130.000 lei. A cena ci hanno dato la carpa in umido, cucinata molto bene e una zuppa di verdura sempre gradita (la cara e vecchia Ciorba). So Long!!!

04.08.98 LA TRANSILVANIA MEDIOEVALE
Scopriamo il vero volto della Transilvania, piccoli centri rurali con casette di legno, ragazzi che vendono cestini di more per la strada, e tra una collina e l”altra le solite scene di miseria. Arriviamo a SIGHISOARA cittadina medioevale fondata dagli austriaci nel XII secolo, molto bella con le sue linee architettoniche decisamente originali, visitiamo il centro storico e in particolar modo la casa natale del principe VLAD TEPES, dove ci fermiamo per il pranzo. Ottima birra, locale fresco e ottimo pranzo: polenta con Gulash di fegatini e carne di maiale, era la specialità della casa (Dracul). Qui conosciamo dei ragazzi Napoletani che avevano affittato una macchina a Milano e giravano anche loro la Romania. Si riparte e purtroppo SUCCEDE L”IMPREVISTO: in seguito ad un urto con una pietra aguzza ho bucato la ruota posteriore pssssssssssss……..Con l”aiuto di Gianni la gonfio con lo spray di riparazione e riparto a tutta birra come dice la procedura del kit. Dalla tensione sbaglio strada e non vedo i miei compagni che mi aspettavano poco più avanti, attraverso un piccolo borgo di case putride e imbocco una strada sterrata. Dopo un pò realizzo che sono fuori rotta e quel che è peggio la ruota è di nuovo sgonfia (sopra la mia testa si vedono fulmini e saette). Ad un tratto vedo due nuvole di polvere arrivare verso di me: sono due tedeschi in moto (Lui&Lei), mi sento fortunato. Dopo avergli spiegato con il mio inglese d”occasione la situazione, mi prestano uno spray per la riparazione e insieme a loro ritorno sui miei passi. Ritrovo Dino e gli altri che mi spiegano di avermi visto passare come un fulmine, a mia volta spiego a loro la triste vicenda, morale della favola restituiamo ai tedeschi la bomboletta e col kit questa volta specifico per il tubeless di Nicola facciamo l”ultimo tentativo. Capiamo subito che la cosa funziona e così riparto con il gruppo di motociclisti che non fa lo sterrato ma passa da Medias. Inutilmente chiedo ai pochi gommisti (Vulcanizare) che incontriamo se hanno materiale per i tubeless, per loro è fantascienza, così con un pensiero in più mi dirigo a Sibiu e quando riuscirò controllerò la pressione della gomma. L”Hotel Palace è molto bello, si pranza all”aperto e dulcis in fundi spettacolo con ballerine moldave. Più tardi prendiamo un taxi ed andiamo in discoteca (Bellissima) ci accolgono con gentilezza, non paghiamo e ci danno un tavolo strategico, anche qui l”ambiente è frequentato da Teen-Agers. Quando usciamo riusciamo a visitare il centro anzi centru e vediamo che le influenze Auastriache sono forti. L”ultimo pensiero della sera va alla mia gomma, speriamo che tenga altrimenti mi farò spedire un pneumatico dall”Italia.

05.08.98 I CASTELLI E BRASOV
Cambio 200 marchi all”hotel e mi danno 900.000 lei, faccio il pieno con 50.000 e al primo "Vulcanizare" controllo la pressione della ruota: 2,7 kg/cm (e vaiiiiiiii !!!!!) via! direzione Brasov. Attraversiamo i Carpazi, paesaggio a me famigliare, e in effetti mi sembra di essere sulla Presolana, arrivamo al CAMPING DIRSTE alle 14.30, scarichiamo i bagagli nei nostri bungalows in legno tipo Biancaneve e i sette nani e ripartiamo subito verso i castelli, attraverso strade di montagna piene di camion che ci sputano in faccia mc di fumo puzzolente. Arriviamo a SINAIA per visitare il fiabesco castello di PELES, abbiamo una visita guidata all”interno che ci illustra meraviglie su meraviglie. In questo castello dei principi Austro-Ungarici, ci sono i materiali di finitura più pregiati del mondo, e vi hanno lavorato i migliori artigi
ani del settore. Mi ha colpito in particolar modo quel gruppo di sedie con tavolo (una decina di pezzi) in ebano intarsiato e traforato per la cui realizzazione hanno lavorato tre generazioni di artigiani. I tappeti persiani erano enormi, sembrava un unica moquette, la guida ci ha spiegato che all”epoca furono fatti da bambini di quattro anni che con le loro manine riescono a fare dei punti piccolissimi. Facciamo un veloce break sulla strada e poi via di corsa verso BRAN per il castello del mitico VALD TEPES, castello che alle 16 chiude impedendo ogni visita. Devo dire che si respira un certo senso di mistero, bello teutonico nella sua livrea da XIV secolo, molto castigato nelle finiture e nei mobili. Comincio ad accusare dei dolori di pancia (stasera bombardamento con Bimixin) ma sono in buona compagnia. Il tempo si fa buio e minaccioso e dopo la classica foto delle moto con sullo sfonfo il castello di Bran su le tute antipioggia e si parte per il camping. E” un vero nubifragio, piante sradicate, auto contro alberi e nei fossi e per finire una caduta di DINO, FABIO e MAX per fortuna senza gravi conseguenze, finalmente arriviamo al DIRSTE anche perchè il mio intestino ancora un pò ed esplodeva!!!!!

06.08.98 VIA!!! VERSO IL MARE
Faccio il pieno 50.000 lei e con la tua antipioggia partiamo oltrepassando i CARPAZI da sud, sembra di essere al Passo del Vivione, e sta piovendo da quando siamo partiti. Il paesaggio è stupendo, e una leggera nebbiolina lo rende irreale, vedo alcuni campeggiatori spartani accampati ai margini dei ruscelli e mi immagino le scorpacciate di frutti di bosco e funghi che si faranno. La strada è molto tortuosa e impieghiamo più di 2 ore per fare 60 km. Attraversiamo dei paesini di montagra: VALENII DE MUNTE, CHEIA sino a sfiorare PLOIESTI, qui verso est imbocchiamo la statale che in direzione COSTANZA ci condurrà a NEPTUN, la nostra meta di oggi sul Mar Nero. Dopo il classico break in una delle trattorie locali sparse lungo la strada, proseguiamo spediti anche perchè sappiamo che i Km da fare oggi sono almeno 400 Ah, dimenticavo, nella bettola che ci siamo fermati per il pranzo alcuni amici hanno insistito per farmi visitare i servizi "igienici": "le fogne di Calcutta in confronto sono il Mastro Lindo" Il locale appena citato consisteva in una stanza semi-rotonda di circa 2 x 2 con un buco nel pavimento coperto da un orda di mosche che sembravano a loro agio, fuori non c”era nessuna porta e la scritta sul muro "Barbati" indicava che la Suite era For Men, visti i racconti dei superstiti le donne hanno preferito la campagna, ottima decisione.

Ma torniamo alla nostra strada che nel frattempo si fà più veloce e grande, sembra quasi di essere in un altro stato, sul ponte che attraversa il DUNAREA riesco a scattare una foto di nascosto dalle guardie armate di Kalashnikov (scoprirò poi che è bruciata, potenza del KGB) lungo la strada è un susseguirsi di ragazzi che vendono pesce fresco, miele, frutta. Le ruote del TDM mordono una strada sempre più rapida in discesa, quando ad un certo punto sullo sfondo spunta il Mar Nero, ci siamo!!! Dopo un pò arriviamo a NEPTUN, la stazione balneare più esclusiva di tutta la Romania, grande vita notturna, splendidi Hotel con annessi Night e relative faune locali. Ad un incrocio mi si avvicina un ragazzo e chiedendomi l”elemosina mi bacia mani e piedi facendosi il segno della croce, è una delle contraddizioni di questa città, in cui miseria e ricchezza convivono, forse anche troppo, cancellando questa semplicità che a me piace tanto

07.08.98 SECONDO GIORNO A NEPTUN
Faccio colazione e poi via!!!!! Con Mirko ed Enrico andiamo a ritirare le moto che sono in un posteggio sorvegliato dalla polizia. Facciamo il pieno e Mirko, non resistendo più alla vista della sua Guzzi infangata decide di farla lavare al Sexi-Wash, torniamo poi in Hotel e ce ne andiamo in spiaggia per un tuffo nel Mar Nero. L”acqua è poco salata ed ha un colore tipo Rimini o giù di lì. Al pomeriggio invece di riposare propongo una scappata in Bulgaria che da noi dista solo 15 Km, approvata a pieni voti. Arrivati al confine dopo MANGALIA, sembra di essere in uno di quei film girati sul confine messicano, con il classico putrid-bar ricco di vitalità e colori. La gente si avvicina incuriosita alle nostre moto, e Paolo ogni tanto scambia qualche parola in rumeno con qualcuno. Le formalità doganali sono molto lunghe, comunque la fila di povera gente ucraina, Turca ecc… stipata su dei pulman scassati è impressionante, specialmente per i numerosi bambini affacciati ai finestrini e diretti chissà dove per un futuroforse migliore. In frontiera mi ha colpito il sistema usato dalle guardie per snidare eventuali clandestini: una buca d”acqua profonda in cui facevano sostare i mezzi per un certo tempo così se qualcuno era agganciato sotto ci rimaneva secco….. Si entra finalmente in Bulgaria, sembra per un attimo di essere in Sardegna, la strada è piccola ma agevole e si sente il profurmo della macchia. Dopo circa 20 Km ci fermiamo nel primo paese incontrato, quattro case con la tipica "piazza Rossa" di fronte al municipio con tanto di busto stile Lenin. Chiedo alla prima ragazza che passa dove possiamo bere qualcosa , ci dice di seguirla indicando un edificio che noi pensavamo fosse una specie di scuola-ospedale. Scendiamo lungo una lunga scala buia ed in fondo cosa troviamo?? un NIGHT CLUB bello e funzionante alle tre del pomeriggio. Bah!!! Misteri dell”Est. Con due marchi beviamo in cinque e ci danno pure il resto. Ritorniamo in frontiera e questa volta i rumeni ci fanno smontare selle, borse ecc… rimane una cosa comunque affascinante alle soglie del 2000 e dell”era Computer. Ritornato in hotel salgo in camera e aprendo la porta non vedo più sul letto lo zaino e le altre cose, a momenti mi piglia un colpo. Mistero risolto: VENY la cameriera avera minuziosamente sistemato ogni cosa al suo posto, troppo simpatica. Io però non trovavo più niente. Scendo a cena con una grande fame (come sempre del resto) visto che a mezzogiorno dopo aver aspettato più di un”ora in un locale, e dopo aver visto le faccie disgustate di chi aveva ordinato prima di noi, ci siamo rotti i coglioni e ce ne siamo andati mangiando un gelato e stop. Alla sera ci concediamo un assaggio della vita notturna Balck Sea Style, solita carrellata di locali equivoci e non, con contorno di ragazze dalla mini stratosferiche e dal metrottanta in sù, più o meno sgamate.

08.08.98 PARTENZA PER TULCEA
Alcuni di noi rimangono a Neptun, partiamo 9 moto per Tulcea, nel delta del Danubio, distante da noi circa 200 Km. Guido io il gruppo e attraversiamo Costanza senza problemi, poi imbocchiamo la statale 22 e via per Tulcea, le condizioni stradali sono buone ed il paesaggio è quello di una terra fertile e ben coltivata. Poco prima del centro abitato di Tulcea Massimiliano prende una multa per eccesso di velocità. Dino è fuori dall”Hotel EUROPOLIS che ci aspetta e così pranziamo assieme. Dopo aver salutato Dino (che parte per la Turchia dove aspetta un”altro gruppo di motociclisti per un tour che finirà il 29.08) con la moto senza bagagli e con la supervisione di ADI ci dirigiamo in un villaggio tipico di pescatori del Delta, MURIGHIOL, case di fango autocostruite e povertà, le strade sono in pessime condizioni tant”è che Luciano piega un cerchio della sua Bmw. E” quasi il tramonto e con gli occhi ben aperti rientriamo in hotel, dove ci riservano una saletta tutta nostra per la cena, con tanto di aria cond
izionata. Più tardi tutti in discoteca.

09.08.98 VISITA AL DELTA DE DUNAREA
Alle 9.00 un furgone ritira i nostri bagagli col necessario per passare due giorni nel delta. Noi ci dirigiamo a piedi all”imbarcadero, e alle 10.00 partiamo con una barca ben attrezzata con cesta di ghiaccio a bordo. All”andata incrociamo una piccola petroliera battente bandiera Turca che provoca una serie di ondate, una delle quali travolge Mirko che era con me a prua. Riesco ad afferrare al volo la macchina fotografica, ma mi lavo fino alle mutande, mentre Luciano lascierà la sua nelle torbide acque del DANUBIO. Ci asciughiamo al sole e lentamente ci inoltriamo nel delta. E” veramente bello, ci sono un sacco di animali, vedo per la prima volta i PELLICANI, sono veramente mastodontici. Alle 13.30 ci fermiamo in un”ansa del fiume ben ombreggiata e pranziamo con ottimo pesce del posto (praticamente vivo) e birrà a volontà. Alle 17.00 attracchiamo al pontile dell”hotel, posto irreale quasi fuori dal mondo, potremmo essere in Kenya. Il tempo per lasciare i bagagli in camera e andiamo a visitare il museo del Delta. Qui il custode ci spiega che a causa delle particolari condizioni climatiche (confluiscono in questo punto una miriadi di climi diversi) vivono uccelli di zone lontanissime. Alla sera ottima cena sempre a base di PESTE DE DUNAREA, poi gran falò con vino e grappa locale, accompagnati da canti nostalgici di due zingari, strepitoso il gran finale con Bella Ciao!!! Non contenti andiamo al bar dell”hotel e la ragazza mora di origini tartare con due orecchini tipo cerchio da bicicletta ci serve qualcosa da bere mentre giochiamo a carambola.

10.08.98 SECONDO GIORNO SUL DELTA
Alle 9.00 siamo belli e pronti sulla nostra barca, abbiamo preso i bagagli perchè questa sera saremo di nuovo a TULCEA in hotel. Intanto percorriamo canali sempre più piccoli e periferici, sino ad entrare nel lago Fortuna. Ogni angolo è una scoperta, un “immagine fotografica, una senzazione, che sommata al mio Walkman genera una pelle d”oca tipo porcospino. La barca è molto pulita e ogni tanto ci facciamo una pennichella, chi all”ombra, chi al dolce tepore del sole. Stamattina tirava un discreto venticello, e io ho dovuto mettere il maglione, le zanzare che ci preoccupavano tanto erano veramente poche. Per la pausa di mezzogiorno ci hanno cucinato un”infinità di pesce del delta, nei vari modi locali, ottima la zuppa in cui vi era anche il luccio, il tutto servito dal nostro cameriere di Tulcea che ci segue nell”avventura. Dimenticavo di dire che al mattino abbiamo visitato un villaggio di pescatori, veramente eccezionale, fuori dal mondo. Qui c”era una chiesetta tutta di legno, ed il prete di religione ortodossa (Bud Spencer per gli amici) ci ha permesso di visitarla. Alla sera aTulcea siamo veramente stanchi, dopo cena facciamo una breve passeggiata in città, nei dintorni del porto uno zingaro ci avvicina e ci propone delle ragazze, dopo il nostro rifiuto si mette ad imprecare nella sua lingua (stronzo!!!) poi tutti a nanna perchè il riposo è finito e domani tutti in sella!!!

11.08.98 SI TORNA A BRASOV
Ore 8.30 partenza verso ovest direzione Braila, dove traghettiamo il Danubio con le moto sopra ad un barcone perchè la strada finisce. Arriviamo sul posto puntuali alle 10.30 dopo interminabili campi di granoturco e frumento. I nostri compagni che avevamo lasciato a Neptun non sono ancora arrivati, ne approfitto per intrattenermi con una indigena del luogo (Icès eyes) Arrivano gli altri "Maramures" e via!!!! (tra l”altro ho scoperto un altro taglietto nella gomma posteriore porca p…………..) Una volta arrivati sull”altra sponda (nel vero senso del termine) ci dirigiamo a spron battuto verso BUZAU. la fame comincia a farsi sentire e alle 13.30 siamo sul posto dove inizia lo sterrato che porta ai vulcani di fango, io decido di non andarci visto le condizioni della mia gomma, saggia decisione. In un chiosco locale compro della pancetta e del formaggio di pecora, con la Pattada di Mirko ci facciamo dei gran paninazzi. Poi con Paolo, Mirko, Ago, Ciano e Gianni ci avviamo verso Brasov, il paesaggio cambia, iniziano colline che poi diventeranno montagne, siamo ai piedi dei Carpazi Meridionali. Ci spostiamo molto lentamente per goderci il paesaggio, attraversiamo boschi e alpeggi e facciamo poi una pausa nei pressi di uno stupendo laghetto alpino. Arriviamo al DIRSTE camping di Brasov alle 17.30 in tempo per una bella doccia poi viaaaaa!! tutti in centro con le moto. Il posto è molto bello, ricco di influenze Austriache e con le montagne sullo sfondo sembra di essere a Innsbruk. Incontriamo di nuovo quei ragazzi napoletani di Sighisoara, sono ormai diretti a Budapest per il gran premio. Torniamo al camping per la cena, il gruppo dei vulcani è rientrato in parte, veniamo a sapere che Massimo è caduto forando una gomma rientrerà più tardi con l”assistenza. Sono le 20 e 15 ed ho una fame boia, stasera andremo in centro, prima però sarà meglio indossare un maglione. Il centro si presenta praticamente come dopo una esplosione atomica, praticamente deserto tranne qualche sporadico locale più o meno equivoco. Good Night!!!

12.08.98 I CARPAZI
Faccio il pieno, 50.000 lei, da Brasov si sale verso Nord, dopo pochi Km siamo a Prejmer dove visitiamo la prima chiesa fortificata. E” veramente bella, dle primo medioevo; all”interno in caso di assedio vi erano alloggi per più di 200 famiglie. Poco distante c”è Harman con una medesima chiesa fortificata bellissima. Ci dirigiamo verso Mercurea Ciuc, e attraversando un paesino veniamo tutti fermati da un poliziotto che ci sbarra la strada. Al momento non capiamo poi arriva una Dacia con tanto di megafono sul tetto e autovelox sul lunotto posteriore. Adi ci spiega che abbiamo superato il limite di velocità, risultato multa di 15.000 lei a cranio.. Si riparte e finalmente arrivati a Mercurea Ciuc ci fermiamo per un pranzo in un ristorante Romeno/Ungherese pulito, rapido, gustoso ed economico. Il paesaggio assomiglia sempre più alla Presolana, siamo nei Carpazi Orientali, le strade sembrano fatte apposte per noi motociclisti (a parte le tonnellate di catrame che ci restano addosso) e arrivati a Gheorgheni deviamo per Lacu Rosu. Dopo vari su e giù arriviamoal famoso lago con centinaia di tronchi pietrificati affioranti, paesaggio irreale, qui per tornare alla realtà incontro due ragazzi di Corbetta in moto, incredibile (Christian). Si prosegue per Bicaz dove ci inoltriamo nelle sue profonde gole, molto suggestive, con mercatini tipo Ande e simili, arriviamo fino alla diga dell”omonimo lago, pattugliata da guardie armate di Kalashnikov. Dopo l”immancabile foto di gruppo si ritorna a Bicaz, e quindi per Piatra Neamt; poco prima di Piatra incontriamo due motociclisti con traga americana su un Honda 600 con cambio automatico. Lui era oriundo roneno e nel ripartire a momenti s”accoppa. Qui dal benzinaio facciamo delle foto a dei ragazzini sulle nostre moto (sorrisi a 36 denti). Arrivati a Piatra l”hotel ci dà una ottima impressione abbiamo il posteggio riservato con tanto di guardie, siamo tutti all”ottavo piano e dalla finestra si gode di un tramonto splendido sui Carpazi. Il ristorante è molto sfarzoso, con tanto di orchestra dal vivo che per noi propone pezzi italiani, la cena è stata ottima. Usciamo poi per telefonare e tra una Palinka e l”altra facciamo un salto in discoteca (gratis)

13.08.98 I TESORI DELLA BUCOVINA
C
i dirigiamo in Bucovina (Moldavia) regione ricca di monasteri veramente affascinanti, faccio il pieno con 60.000 lei e prendiamo la direzione di Tirgu Neamt.

Partiamo senza Adi la nostra fedele guida perchè doveva cambiare dei soldi, ci raggiungerà più tardi sulla strada. Dopo circa un”ora raggiungiamo il primo monastero, VORONET, è un trionfo di capolavori dell”arte ortodossa, con architettura orientale. E” veramente stranissimo, sembra una pagoda, un tempio shao-lin in piena Romania. Qui vivono le suore e una di loro, simpaticissima, ci illustra il monastero. All”esterno sul piazzale le donne del posto vendono i loro prodotti, quasi tutti di manifattura tessile, vedo una bella camicia in lino ricamato e la regalo ad Elisa. La visita successiva è a MOLDOVITA, pausa pranzo (dove spendo la mostruosa cifra di 3.000 lire italiane) poi tocca a SUCEVITA, uno più bello dell”altro. Si riparte per l”hotel DRACULA, la strada è molto bella e si sale di quota, teniamo la direzione per Bistrita è sera e dopo 380 Km posteggiamo le nostre moto all”interno dell”hotel. Siamo sul pasul Borg, sembra tutto così familiare (Valle di Scalve……) dalla finestra della mia camera vedo gli impianti sciistici. Dimenticavo di dire che oggi abbiamo preso un temporale breve ma tosto. La leggenda dice che questo hotel sia stato costruito sulle rovine di una dimora del conte, comunque l”ambiente è ottimo, pulito e con un via vai di turisti. Dopo un”ottima cena veniamo invitati nei sotterranei per visitare la cripta di Dracula. Qui abbiamo fatto un casino che metà bastava, abbiamo persino messo Mirko nella bara e dalla paura si è poi ribaltato, è ormai tardi e visto l”isolamento del posto non resta che andare a dormire, buonanotte!!

14.08.98 LE CHIESE IN LEGNO DEL MARAMURES
Benzina 90.000 lei. Partiamo di buon ora dall”Hotel e attraverso paesaggi tipo Presolana & Company ci dirigiamo verso Bistrita per poi salire verso il MARAMURES. Bogdan Voda, Ieud, Surdesti, questi sono i nomi delle tre chiese scelte per il nostro itinerario. Sono tutte interamente di legno, di religione cristiano-ortodossa (greco) all”interno icone, affreschi e centinaia di candele e colori che mi trasmettono una sensazione nuova, mistica e piacevole. Vicino a una di queste chiese viveva una ragazza che parlava bene l”italiano, subito ci ha invitati a casa sua per mostrarci vari prodotti artigianali da lei confezionati, bellissimi e a buon prezzo. C”erano anche dei Kilim niente male e un gilet di cuoio ricamato con interno in pelo veramente trucido. La giornata scorre tranquilla in questo posto dove il tempo si è fermato a 50 anni fa con i ritmi di lavoro scanditi da attrezzi in legno, da noi ormai custoditi in qualche museo etnico. Al mattino incontriamo sempre gli uomini che si recano al lavoro, con la falce e il rastrello sulle spalle e l”inseparabile bisaccia. Mentre stavo posteggiando la moto vicino a una di queste chiese arrivano dei ragazzi che vogliono venderci dei minerali bellissimi. In albergo arriviamo alle 14.00, ci fanno posteggiare le moto vicino alle cucine, originale!! I km di oggi sono stati circa 300, e l”albergo di SIGHETU MARMATIEI mi sembra ottimo.

15.08.98 IL CIMITERO ALLEGRO E L”OSPITALITA” RUMENA.
Partiamo da Sighetul in direzione di Sapanza, arrivati velocemente (dista solo una ventina di chilometri) visitiamo il cimitero allegro. Oggi è ferragosto e tutti gli abitanti del paese si recano a messa con costumi tradizionali. Le lapidi di questo cimitero sono veramente particolari, rappresentano scolpite su legno e poi dipinte tipo fumetto delle scene di vita del defunto, corredate poi da una breve storia. Vedo le immagini di chi sta guidando un camion, della donna ai fornelli, del cacciatore e così via. All”interno del cimitero si trova una grossa chiesa, e devo dire che trovo piacere nell”ascoltare litanie liturgiche in una lingua e con cadenze così diverse. Dopo il cimitero andiamo dalla famiglia di contadini di cui saremo ospiti graditi per il pranzo, l”accoglienza è veramente calorosa. Vivono in condizioni superiori alla media, e si mostrano subito molto cordiali. La signora (tipico viso Ucraino) ci fa visitare la casa, in realtà ci mostra una stanza bellissima totalmente piena di tappeti, piatti, pentole e di vestiti in lino ricamato, in poche parole il corredo della figlia (un fiore di campo) in età da matrimonio. Poi visitiamo il laboratorio/cucina dove avviene la lavorazione della lana. Fanno degli ottimi tappeti, maglioni e gilet in lana cotta, non resisto e ne compro uno (300.000 lei) Intanto la nonna sulla cucina a legna con i vecchi cerchi che si tolgono in base alla potenza di fiamma desiderata porta avanti la cottura di un invitante stufato misto con contorno di purè. Finalmente infiliamo le gambe sotto il tavolo all”ombra di un portico, ci viene servita una ZUICA nostrana come aperitivo. Sanatate, Sanatate!!! accompagnata da ottime polpettine. Poi arriva lo stufato e per finire un dolce tipico del posto, naturalmente il caffè e l”immancabile zuica. La giornata scorre serena tra canti locali e brindisi vari, alla fine qualche volontario porta i ragazzini a fare un breve giro in moto (per dir la verità non aspettavano altro). Il viaggio prosegue, ritorniamo a Sighetu poi per Baia Mare e Dej ed eccoci di nuovo a Cluj nell”hotel Liliacul dove trascorreremo l”ultima nottata in Romania. Pieno 80.000 lei Questa sera dopo cena abbiamo votato il motociclista più simpatico edizione Transilvania Drum Bun 1998, incredibile, ho vinto io . Non me lo aspettavo proprio anche perchè ero d”accordo con Mirko e gli altri di votare per Houdini. Sono veramente sorpreso, la targa in legno scolpito è veramente bella, grazie di cuore a tutti!!!

16.08.98 SI RITORNA A SIOFOK
Partenza in orario, ci fermiamo dopo 50 Km a IZVORUL CRISOULI per gli ultimi souvenir, poi via velocemente verso la frontiera Rumena di ORADEA. Alla frontiera ci aspetta la solita burocrazia Rumena, sul mio passaporto trovano qualcosa che non va e dopo vari tentennamenti mi lasciano andare. La stessa cosa non vale purtroppo per MIRKO, ENRICO, ALESSANDRO e NICOLA (tutti quelli con me che erano stati in Bulgaria!!!) che passeranno dopo circa un”ora previo pagamento di 50 DM a testa. Si schizza veloci in direzione BUDAPEST ed a un certo punto mi accorgo che nel gruppo manca ENRICO. Lo dico agli altri e ci fermiamo in un benzinaio ad aspettarlo, intanto chiacchero con due motociclisti bergamaschi diretti in Romania. Manuel prende la macchina e ripercorre la strada a ritroso alla ricerca dello scomparso Enrico, dopo una mezz”ora arriva la telefonata che annuncia l”imminente arrivo dei due, ad Enrico non era ripartita la moto. Poco prima della tangenziale di Budapest è la volta di GIANNI, la sua Honda 1100 ST si ferma. Comincia a smontarla e dopo una ventina di minuti con Manuel individua il guasto, una membrana rotta che verrà bypassata. Si riparte e dopo aver fatto quindi in totale 500 km arriviamo alle 17.00 a SIOFOK sul Balaton, lago immenso pullulante di tedeschi. L”albergo è piacevole con una doccia mitica. Dopo cena quattro passi sul lungolago tra chioschi pieni di turisti che tra una birra e uno spiedino tirano tardi. Andiamo a dormire non troppo tardi perchè domani i Km da percorrere saranno circa 1.000 !!!! sento la nostalgia di casa.

17.08.98 SI RITORNA A CASA
Ho quasi paura se penso che mi aspettano 1.000 Km, alle 7.30 siamo tutti fuori dell”hotel che rovistiamo intorno alle nostre moto, evidentemente siamo un pò agitati. Salutiamo
MASSIMILIANO, DIEGO, AGOSTINO che scelgono per il rientro la via della Slovenia, e partiamo in direzione VILLACH. Dopo una breve impasse sulla Autostrada per Budapest riusciamo ad imboccare la strada maestra che costeggiando il Balaton ci porta verso VEZPREM, quindi alla frontiera AUSTRO-UNGHERESE. Le formalità sono veloci e nel frattempo aspettiamo NICOLA e la mitica Auto-Scopa di Manuel e Lorenzo in clamoroso ritardo. Qui cambio gli ultimi forint in Shilling per le varie spese autostradali e no, si riparte veloci sul morbidissimo asfalto austriaco. La velocità di crociera aumenta e le moto enduro sono messe a dura prova. Arriviamo a Villach abbastanza in orario, sono le 14.30 – 15 e dopo la frontiera (deserta) ci salutiamo. Luciano e Daniela si fermano a pernottare, Houdini parte da solo, Gianni e Silvana pure. IO, MIRKO, ALE, NICOLA, ENRICO ci saluteremo poi alla frontiera (pardon, stazione!!) di Mestre. Sono solo e procedo con ottima andatura e forza fisica. Il cielo si fa sempre più nero e dopo Padova è il finimondo. Inizia a tempestare, riesco ad infilarmi la tuta antipioggia per pochi secondi, non c”è nessun riparo e la grandine martella le mie mani, sul casco rimbalza come proiettili ghiacciati, le auto sono ferme tutte a destra, io proseguo lentamente in una nebbia di vapore tipo girone infernale.Mi devo togliere gli occhiali e tenere la visiera un filo aperta per evitare l”appannamento, adagio adagio esco dalla tormenta. Non mi tolgo la tuta perchè il temporale mi segue minaccioso per diversi chilometri, la moto viaggia che è un piacere col motore che sembra sonnecchiare. La stanchezza comincia a farsi sentire, sono ormai 800 i km percorsi, a Brescia mi concedo una pausa di ristoro. Poi esco a Rovato, zona bellissima in Franciacorta, costeggio il lago di Iseo, stupendo al tramonto, e arrivo alla via Mala (le gole di Bicaz nostrane). Alle 20.30 arrivo a Pezzolo, dopo 12 ore e 980 Km. Mia mamma arriva dopo qualche minuto ed inizio a raccontargli l”avventura. Le ferie sono finite, questo viaggio mi ha fatto conoscere cose straordinarie, che ignoravo, la compagnia è stata tosta e la mia gomma ha tenutooooooo!!!!!

L”appuntamento con gli amici del TRANSILVANIA DRUM BUN sarà il 20.09.98 a Pavullo (MO) quando DINO e LIANA pronunceranno il fatidico SI !! Tutti in moto.

L”avventura è conclusa ed il mio contachilometri segna 10210, totale percorso in viaggio 6.000 Km Ciao. Giancarlo

http://www.2000moto.it

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