Un mese in Indonesia

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Un mese in Indonesia

SELAMAT DATANG!
in bahasa indonesia, cioè nella lingua locale, è il saluto di benvenuto con il quale viene accolto l”ospite che arriva in Indonesia

Bali, Giava est e Sulawesi (tanatoraja)
27 giugno -25 luglio 998

promemoria
– Chiedere informazioni generali e date di feste o cerimonie particolari prima del viaggio a:Indonesia Tourist Promotion Office for Europe,Wiesenhuettenstrasse,17,D-6000 FRANKFURT/Main 1
– Viceconsolato italiano a Bali: Jalan Cemara, Banjar Semawang, Sanur Kauh, P.O. Box 158, Denpasar, tel. 0062/361/288996 o 287642.
– Per le emergenze sanitarie importanti l”ospedale più attrezzato è l”OSPEDALE DJAKARTA: Pondok Indah, Jl Metro Duta 1 KAW 4E, tel. 769 75 25, privato, accettano urgenze 24 ore/24, hanno ecografia ed endoscopia, parlano inglese.
– Profilassi anti-malaria (facoltativa a seconda di dove si va!) (scorte da viaggio per un adulto di 55/75 kg: quantità necessarie per profilassi completa per 1mese): Lariam 11/20 circa, Clorochina 50/64, Paludrine 206/250
– quando SI RICONFERMA UN VOLO: farsi dare stampato con i dati sul volo, numero della pratica e nome dell”operatore; qualche volta può essere utile anche una mancia. Confermare più volte. In aeroporto presentarsi almeno 2 ore prima.
– TEL. A CASA (00139-prefisso-n.telefonico) costa meno sabato e domenica; i più economici sono i kantor Telkom, aperti 24/24; i wartel (warpostal o warparpostel) sono un pò più cari e talvolta chiudono a mezzanotte. Le CHIAMATE LOCALI (?) (2000 rs/min) costano il 50% in meno fra le 21 e le 6. Per le chiamate internazionali (in genere non dai telefoni pubblici) prefisso 001 o 008.
– TASSE AEROPORTUALI: da 5.500 a 11.000 rs(rupie indonesiane); se sono comprese, è scritto sul biglietto. Per aerei piccoli, franchigia max 10 Kg di bagaglio, però non sono fiscali.
– MANCE: non necessarie al ristorante; gli alberghi aggiungono in genere il 15% (chiedere: tax included?); al tassista si può dare il 10-15%, al facchino 500-1.000 rs. Portarsi monetine, perché la gente gira con pochissimi soldi e quindi non ha mai da dare il resto.

CONSUNTIVO spese di 1 mese (nel 1998): 3 milioni a testa, di cui:
– VOLI: 2.421.000 lire a testa( spesi in Italia in Agenzia): 150.000 lire Venezia-Vienna (MAS=Malaysian Airlines) + 1.700.000 lire Vienna-Kuala-Lumpur (MAS) + TASSE varie + 530.000 lire di voli Garuda (Kuala-Lumpur-Denpasar (109$), Denpasar-Ujung-Pandang e ritorno (100$), Denpasar-Jogyakarta (83$) (sul posto abbiamo scoperto che acquistato a Denpasar in aereoporto questo volo costava un terzo in meno)
– Cambiamo lire in $ in Italia (25 giugno: 1$ = 1.778,920 lire).
– In Indonesia abbiamo speso sul posto circa 1/2 milione di lire a testa per SPESE DI CASSA (vitto,alloggio e spostamenti locali) (souvenirs e regali esclusi).
Qualche statistica sulle spese:
COSTI DI UN MESE IN INDONESIA (estate 1998) (26 notti):
– GUIDE DI VIAGGIO E VACCINAZIONI: 113.000 lire
– VOLI INTERCONTINENTALI + 5 VOLI INTERNI: 2.421.000 lire
– ALLOGGIO (media: 6.000 lire/notte): 160.000 lire
– VITTO (media: 3.500 lire/cena): 88.000 lire
– TRASPORTI (auto air-con+autista, 2 voli): 193.000 lire
– VARIE (entrate, bevande): 56.000 lire
– Cambio medio in Indonesia estate 98: 1 $ = 13.600 – 15.000 rupie; 1 rupia = 0,126 lire; 1 lira = 7,932 rupie.

ITINERARIO

mercoledì 24 giugno 1998
– inizia profilassi con Clorochina: 2,5 compresse Alberto, 2 compresse Nicoletta d”ora in poi ogni mercoledì sera.

sabato 27 giugno
– Sveglia ore 4.00. Selamat jalan ! (vuol dire: buon viaggio!)
– TRENO VR 5.11 – Mestre VE 6.52. Navetta per l”aeroporto.
– VOLO Tyrolean Air Venezia 8.20 – Vienna 9.25
– VOLO Air Malaysia Vienna 13.15 – Kuala Lumpur 6.55 (11 ore). Aereo Boeing 777, nuovo. Volo molto confortevole (ultima fila): TV e videogiochi: un pò per l”eccitazione della partenza un pò per i bei film ed i videogiochi sugli schermi personali non dormiamo neppure. Hostess in costume lungo a fiori, elegante. Spostiamo l”orologio: 6 ore avanti.

domenica 28 giugno
Malesia
– Arrivo a Kuala Lumpur (Malesia) alle 6.55. All”aereoporto c”è poco movimento, molti stands sono chiusi, c”è aria di smobilitazione: qualcuno ci dice che questo è l”aereoporto vecchio che verrà chiuso fra due giorni, sostituito da un altro nuovissimo. Ovviamente non ci confermano i voli MAS del ritorno, ci dicono di farlo a Bali.
– VOLO MAS Kuala Lumpur 9.45 -Denpasar (Bali) 12.45. Molto caldo, molto umido.
Bali
– Clima di Bali (dalla guida EDT): media di luglio 28°; serate fresche, brezza dal mare (questi giorni non è vero!).
Dopo le 10 fa troppo caldo per spostarsi, specialmente al sud (questo è rigorosamente vero). Siamo, di poco nell”emisfero australe: 8° di latitudine sud; per qualche giorno non capivo perché non riuscivo molto ad orientarmi fino a quando non ho realizzato che qui a mezzogiorno il sole è a Nord !
Ngurah Rai Airoport, Denpasar:
– appena si sbarca dall”aereo è bella l”atmosfera esotica nell”edificio dell”aereoporto per le numerose elaborate statue di divinità , in mezzo a fontane, vegetazione tropicale e portali tipici balinesi detti Candi Bentar.
– al banco informazioni ci danno il calendario degli eventi di Bali: sfogliando il fascicoletto c”è troppa pubblicità ! dalle foto degli alberghi di lusso, delle crociere e delle agenzie di rafting sembra d”essere a Rimini! ma dove siamo finiti?
– riconferma voli MAS 25 luglio: DPS-KUL e KUL – FCO. Ci dicono che non servirà ulteriore riconferma, ci facciamo dare comunque il n. di tel. In realtà in seguito (negli uffici della MAS a Ujung Pandang) ci raccomanderanno di riconfermare ancora due giorni prima della partenza. (In questi posti dove le conferme dei voli vengono fatte a volte sul computer e a volte su un registro di carta e dove le comunicazioni telefoniche tra un”isola e l”altra possono restare interrotte per una settimana, per guasto al satellite (??), noi abbiamo la sana abitudine di confermare i voli di ritorno sia appena arrivati sul posto, sia qualche giorno prima del grande balzo di ritorno, così ne approfittiamo per fare shopping gli ultimi due o tre giorni, che teniamo sempre di riserva a fine viaggio, non si sa mai! Vedi cosa ci è successo il 4 gennaio 99 all”imbarco del volo di ritorno da Bombay con British Airways, dico British, non una compagnia indiana qualunque!
– confermiamo i voli Garuda (UPG-DPS del 7 luglio, DPS-JOG del 10 luglio). La riconferma risulterà valida.
– Compriamo tessere telefoniche (che poi scopriremo che potremo usare solo a Bali).
– cambiamo 200$ in rupie a 13.600rs/1$, a Kuta e Ubud però troveremo tassi migliori.
– trasferimento aeroporto- albergo (Kuta): pochi Km, con taxi prepagato a un bancone esterno, 15.000 rs per Kuta Legian, un pò caro ma non ce ne sono altri negli immediati dintorni e loro se ne approfittano.
– ALLOGGIO A KUTA prefisso tel. (0)361:
– Prenotato dall”Italia BENDESA ACCOMODATION (t. 0062 / 361 / 751358), bungalows, vicino al Mata Hari, bagno, 45.000 rs. Ventilatore a soffitto, caldo infernale, zanzare (ma sarà poi vero che a Bali non c
“è la malaria? è vero, ma lo scopriremo dopo). A proposito le zanzare indonesiane sono diverse dalle nostre: sono silenziose: nessun ronzio; si fanno un baffo degli zampironi e delle piastrine emanatrici elettroriscaldate. In compenso tra noi due preferiscono Nicoletta 5 a 1, mentre in Italia è il contrario. Noi comunque abbiamo la nostra zanzariera matrimoniale e l”abbiamo usata spesso. Bilancio delle punture di zanzara a fine viaggio: vince Nicoletta con 30 – 40 punture, molto distaccato Gian Alberto con 5 – 10. Abbiamo fatto la profilassi con clorochina e paludrine tutti e due, ma a posteriori serviva forse solo a Ujung Pandang per 1 – 2 giorni.
Ritorneremo più volte a Bali come base del viaggio e per i prossimi pernottamenti decidiamo di cambiare albergo e di prenderne uno con l”aria condizionata: per la prossima volta prenotiamo il Sari Bali Bungalows (t.753065 / 756911), bei bungalows e stanze air-con, 140.000 rs, piscina, consigliato.
– Nel primo pomeriggio con lo stesso taxi che ci ha portato dell”aeroporto ci facciamo venire a prendere in albergo e andiamo al Pura Luhur Uluwatu (pura vuol dire tempio). A picco sul mare, il tempio è piccolo, poco visibile, chiuso al pubblico, con tante scimmie, sole cocente, piuttosto deludente; forse sarà bello dal mare. Torniamo a Kuta con un altro taxi.
– A Kuta passeggiata in Jalan Legian( jalan vuol dire sia andare sia via, strada): supermercato (compriamo air minum e buahnan (una bottiglia di acua e frutta); imparare a parlare il bahasa indonesia è facile e divertente; si divertono soprattutto i nostri interlocutori che non sono abituati ai turisti che parlano la loro lingua (più avanti nel viaggio, in posti meno turistici, sarà però indispensabile per fare piccoli acquisti o per contrattare un trasporto). Consiglio vivamente il A.Vallardi: Dizionario tascabile Italiano – Malese/Indonesiano. Ed. Garzanti spa. 1995.
– A Kuta quasi tutti i negozi fanno anche da moneychanger (quasi tutti imbroglioni, una volta hanno fregato anche noi di una mazzetta di banconote, nonostante controllassimo in due; ne troviamo uno onesto al negozio Polo Ralph Lauren, torneremo sempre lì). Traffico incessante.
– Siamo troppo stanchi per andare a cena fuori , abbiamo bisogno di andare a letto presto; c”è anche una discreta differenza di fuso orario (8 ore) Ceniamo in hotel confrutti locali marroni (salak) dalla buccia che sembra una corazza di armadillo con polpa croccante, ricorda un pò il cocco.

lunedì 29 giugno
– Colazione: misto frutta con banana-papaia-ananas, toast alla banana fritta, burro (rancido) (ottimo le prime volte, a parte il burro, ma poi ci rendiamo conto che tutti gli alberghi per turisti, in tutta l”Indonesia fanno sempre questa colazione per turisti, tanto che dopo un pò io preferivo far colazione con il nasi goreng, l”ottimo riso fritto locale, con verdure e un pò di carne e pesce).
– Taxi dall”hotel (20.000 rs) per l”aeroporto.
– VOLO Garuda Denpasar (Bali) 8.30-Ujung Pandang (Sulawesi) 9.50. La tassa d”imbarco varia da 8.000 a 11.000 rs per i voli interni( per i voli intercontinentali 25.000).
Sulawesi 3° – 5° latitudine sud
Clima Sulawesi: centro-nord piove tutto l”anno; nelle montagne centrali può piovere nel tardo pomeriggio (temporale delle 3, così puntuale che ci puoi regolare l”orologio; piove il pomeriggio quattro giorni su cinque per mezzora – un”ora poi basta ); il sud-est è la parte più asciutta; lungo la costa 26-30°.

Ujung Pandang
– in aeroporto confermiamo volo di ritorno (a Bali non hanno voluto).
– Ore 10.30: troviamo un taxi per Rantepao (via Pare Pare). 6 ore di strada; il caldo, anche se non sembrava possibile, aumenta. Banani, alberi di papaia, risaie, case-palafitte, striscioni lungo le strade con la scritta: reformasi!(riforme!). Dopo le prime tre ore arriviamo in montagna; piove ma la temperatura è più fresca e si sta meglio. Tornanti. Grande cartello con la scritta: Selamat datang di Tanatoraja (Benvenuti nella terra dei Toraja!) Siamo 3 gradi sotto l”equatore.
Rantepao
– Prefisso tel. (0)423
– Avevamo prenotato l”alloggio per telefono dall”Italia, ma non era necessario perché gli alberghi sono quasi vuoti e i turisti in giro sono rari, tanto che dopo qualche giorno li riconosciamo a vista in giro per il paese; alloggiamo al Pondok Wisata (t. 0062 /423 / 21595): pulito, semplice, bagno (non inodore), 45.000 rs, zanzare (ferocissime). Il mistero dell”acqua calda (air panas) che non esce mai, ma tanto non c”è molto freddo. Gestito da Pietro(nome italiano! infatti qui la maggior parte è cristiano-animista) , appassionato (come tutti qui) di galli come da noi c”èla passione del calcio. Domani ci darà la stanza più grande, con terrazzino panoramico, splendido per la colazione. Nella strada principale del paese c”è un ottimo grande supermercato a prezzi popolari, molto fornito: trovo anche rullini di diapositive a prezzi economici! Girando nel paese scegliamo un bell”albergo per la cena: Hotel Indra Toraja (t. 0423 21163, 21583, 21442, fax 0423 21547), Jalan Landorundun 63, 140.000 rs deluxe room, molto bello, ristorante sul fiume: cena a base di pàpiong (carne e riso cotti alla brace in un cilidro di bambù).
– Al government tourist office, Jl Niaga, in piazza, aperto 7.30-14, dovrebbero avere mappe e calendario delle cerimonie, la coppia di olandesi che partiva dall”albergo mentre noi stavamo arrivando ci ha detto che non è vero. Ed è anche logico: c”è un gruppetto di guide turistiche che vive portando in giro i turisti alle varie cerimonie, e perderebbero il lavoro se i tristi avessero direttamente dall”ufficio turistico mappe e date degli eventi. Noi facciamo abitualmente orienteering e ovviamente appena arrivati in zona abbiamo cercato una carta topografica del posto: l”unica esistente era molto artistica perché disegnata in modo artigianale, con scala approssimativa e indicazione solo dei villaggi principali; ovviamente nessuna traccia delle curve di livello e della percorribilità delle strade o dei sentieri (una carta molto migliore l”abbiamo trovata a Kuala Lumpur nella tappa durante il viaggio di ritorno, quando non ci serviva più)
– Pietro ci procura una guida per i prossimi giorni:
La nostra guida a Rantepao (parla abbastanza di italiano): il suo nome è YOHANNIS UTU; se qualcuno dall”Italia vuole prenotarlo gli può scrivere presso il ristorante Wisma Maria 1, Jalan Ratulangi 23 Rantepao Toraja South Sulawesi Indonesia
– Cena al Mart”s Café: bistecca di bufalo scoppiettante (ricetta Toraja), pochi turisti, prima puntura di zanzara.
– Iniziamo profilassi anche con Paludrine, finora avevamo preso solo la Clorochina

martedì 30 giugno
– Primo giorno con guida Yohannis + auto con autista per visitare villaggi Toraja:
– Lemo: tau tau, risaie, alberi di chiodi di garofano, famose spezie tanto preziose per i navigatori del XVI sec..
– Sangalla: giorno di mercato rurale.
– Funerale Toraja a Rantetayo. Portiamo un paio di pacchi di zucchero in regalo alla famiglia del defunto; in cambio possiamo assistere alle cerimonie. Ci invitano in uno dei cinquanta padiglioni (non usano chiodi per la costruzione ma legano pali di bambù con striscie vegetali), siamo insieme ad alcune famiglie locali e ci offrono tè e dolcetti di zenzero, cannella e zucchero di canna; c”è un gruppetto di maestre, qualcuna di loro mastica l”inglese; le vecchie invece masticano tabacco. Qualcuno trasporta maialini neri (babi) legati come salami(?!) sotto bastoni di bambu. Ci spostiamo in un boschetto di alberelli di cacao (con appesi i frutti maturi); mentre si prepara la salma nel feretro, gli uom
ini cantano attorno in cerchio la nenia detta pabadong. Poi comincia la processione tutto attorno e attraverso al villaggio improvvisato (è stato costruito apposta per il funerale e verrà smontato subito dopo). Poi comincia la processione, spettacolare, preceduta da una sfilata di vessilli nastriformi portati su lunghe pertiche. Poi seguono alcuni bufali agghindati per le feste (poi gli faranno proprio la festa). Le donne sfilano in nero in processione in doppia fila sotto un lunghissimo telo rosso: coreografico sullo sfondo verde delle risaie. Trasporto trionfale della salma; i portatori ogni tano si fermano fanno una giravolta con tutto il feretro poi riprendono ad avanzare, il tutto in grande allegria. Alla fine della processione tutti si va nella spianata vicina: liberano un paio di bufali che prima scorazzano qua e la poi si puntano a alla fine si scornano vivacemente in mezzo alla gente eccitata, tipo corrida. Temporale delle 3 e 00!.
– Ritorno a Rantepao. Cena: Ristorante Yndra, elegante, sul fiume, siamo gli unici clienti, 89.000 rs. Pàpiong di pollo. Secondo pernottamento al Pondok Wisata. Concerti di grilli e rane alla sera, galli al mattino.

mercoledì 1 luglio
– Secondo giorno in auto:
– Kete Kesu: villaggio-museo Toraja, magazzini, visitiamo l”interno di una tongkonan. Vicino al villaggio ci sono feretri di legno in disfacimento, sospese con dei pioli alla parete rocciosa. Tau tau (statuette con l”effigie del defunto) in una grotta. Foresta di bambu, cacao, caffè, ecc.
– Combattimento galli a Tongka (regione di Tallunglipur): centinaia di persone scommettono parecchi soldi sui galli che combattono tra loro, con legati agli speroni micidiali rasoi. Il succeso di pubblico e l”eccitazione della gente ricorda le nostre partite di calcio, però qui la gente è molto più civile. C”è fango dappertutto.
– Funerale a Sangalla: portiamo ancora zucchero in dono; donne anziane in costume turchese battono ritmicamente bastoni di bambu in segno di benvenuto; sfilata col baldacchino funebre; discorso altisonante con l”altoparlante del direttore delle cerimonie; sacrificio di due bufali; vengono sgozzati perché la loro anima deve accompagnare quella del defunto nel viaggio dell”aldilà. le corna dei bufali sacrificati vengono appese ai pali al davanti delle tongkonan. I bufalo albini sono molto ricercati per queste cerimonie e le loro quotazioni possono raggiungere cifre strepitose.
– Cosa costa la vita da queste parti?
una tongkonan (= casa degli uomini seduti) £ 20.000.000
un magazzino per il riso in stile Toraja £10.000.000
una tomba scavata nella roccia (un anno di lavoro di uno scalpellino) £400.000
un piccolo bufalo ( non albino!) £100.000
un piccolo maiale £ 10.000
– Kambira: grande albero scavato con all”interno tombe di bambini; foresta di bambu.
– Ritorno a Rantepao. Cena: "ristorante" Lisma, semplice. Terzo pernottamento al Pondok Wisata.

giovedì 2 luglio
– Terzo giorno in auto:
– Parinding.
– Bori: antichi megaliti (1 per ogni funerale); poco lontano tombe scavate nei massi rocciosi di basalto grigio; davanti hanno piccoli oggetti personali. Uno scalpellino sta scavando una tomba e si tempra gli scalpelli in una piccola fornace con mantice fatto di due tubi di bambu con stantuffi di legno.
– Bei panorami di risaie terrazzate in montagna. Una piccola felce si chiude non appena la tocchiamo; si chiama Mimosa pudica e i locali la chiamano "donna timida".
– Lokomata : molte tombe scavate in una grande roccia.
– Batutumonga (batu vuol dire pietra): passeggiata di tre ore nella foresta fino a Tikala, via Pana. Incontriamo tongkonan isolate nella foresta o nelle risaie o in piccoli villaggi. Fabbri fabbricano i coltelli che i locali hanno speso appesi alla cintura (parang). Vegetazione lussureggiante: cacao, caffè, palme, papaye, chiodi di garofano, ananas, frutto della passione, jackfruit, pagni, salak, bambu altissimi, banani. Ritorno a Rantepao.
– Cena: Hotel Ristorante Piàs Poppies (Jl Pongtiku, tel. 0423 21121, fax 0423 25059): arredamento in stile rustico-elegante, ottima zuppa di zucca servita in una zucca guarnita di fiori; ottimo anche il resto della cena per 55.000 rs. La stanza costerebbe 25.000 rs (non l”abbiamo vista), ma bbiamo deciso che se mai torneremo a Rantepao verremo qui come base.
– Quarto pernottamento al Pondok Wisata.
– Per le strade nei dintorni di Rantepao: Pelli di bufalo tese ad asciugare. bambini lavano nei fiumi due bufali d”acqua. Bambini chiedono gula gula (caramelle; la ripetizione della parola indica il plurale): è un segno che sono già venuti a contatto con il turismo "cariogeno". Giocano con una ruota fissata all”estremità di un bastone di bambù; probabilmente è il loro unico giocattolo. Nelle risaie varie fasi di coltivazione. Nelle palme da zucchero incisioni per ricavare tuak (vino di palma) con scale di bambù appoggiate al tronco. Panni stesi ad asciugare su sassi, siepi… Semi (caffeè, cacao…) stesi a seccare su teli ai margini della strada: è una della principali produzioni locali oltre il riso. Uomini e donne indossano il sarung che oltre che vestito ha vari usi: copricapo, gonna-pantalone, sciarpa, porta-bambini. Per il sole usano l”ombrello, per la pioggia foglie di banana (utili anche come parafanghi delle moto). Ci sono molte chiese cattoliche nella regione, anche nei piccoli paesi.

venerdì 3 luglio
– Oggi giriamo senza guida: andiamo in becak (bici-taxi) per Bolu terminal: mercato di Rantepao. Maiali, bufali, pulitore di occhi, scatole di grilli, betel, foglie di tabacco, caffè.
– Ritorno a Rantepao in bemo (1.000 rs in due).
– Entriamo in un raro negozio di articoli fotografici: le commesse ci fotografano e si fotografano insieme a noi: sono così rari i turisti quest”anno?
– Io sono radiologo vado a visitare guidato da un tecnico il reparto radiologia dell”Ospedale (Rumah sakit). Le attrezzature sono rudimentali. Non c”è nessun ecografo. Nelle stanze di degenza i malati sono sdraiati su materassi sul pavimento.
– Pranzo-merenda con un cocco fresco(1.000 rs): il venditore mi dice sorridendo: minuman dan makanan!, che vuol dire che col cocco si mangia e si beve.
– Cena: Mambo, niente di particolare, pulito.

sabato 4 luglio
РLasciamo i bagagli grandi a Pietro. Per farci vedere che li custodisce personalmente li mette nella sua camera, piccolissima; dentro cӏ solo un materasso per terra e nessun arredo. Ultimo giorno con auto e guida:
– Nanggala: il villaggio sta preparando un matrimonio, costruiscono capanne con tetti di foglie di banano; frastuono di pipistrelli enormi appesi agli alberi.
– Sadan: tessitura di ikat.
– Matrimonio Toraja a Bori: il marito è scozzese (c”è un invitato con il kilt!); partecipiamo al banchetto (riso nero, anguria gialla, spiedini, grande maiale allo spiedo, Sprite, birra) si mangia con le mani; saliamo sul palco a stringere le mani e a portare la busta-regalo con un pò di soldi, come ci ha consigliato Yohannis.
– Batutumonga: ci facciamo lasciare lì dalla macchina. Si potrebbe alloggiare in una tongkonan; scegliamo le stanze "normali", con mandi (bagno indonesiano costituito da una vasca quadrata e un rubinetto dal quale fare scorta dell”acqua nelle poche ore di erogazione). Durante la notte dai buchi del soffitto ci piovono addosso alcuni scarafaggi.

domenica 5 luglio
– Sveglia alle 6, alba sopra un mare di nuvole, poi nebbia, poi sole. Paesaggio suggestivo. Rantepao all”orizzonte, poi arrivano le nuvole e la br
eve pioggia; arcobaleno.
– Passeggiata ore 8 – 14 da Batutumonga a Torea e ritorno: molte libellule; risaie; grandi sassi (batu) sparsi nelle risaie. Mezzogiorno: il sole è a nord. Villaggi sparsi. Gula gula? Tidak!( Ci dai caramelle? No!)
– fermiamo un”auto per la strada credendo di prendere un bemo, invece è un mezzo privato con locali benestanti e cordiali che ci portano (gratuitamente) a Rantepao.
– Torniamo al Pondok Wisata.
– Torniamo a cena al Piàs Poppies, 6.200 rs.

lunedì 6 luglio
– Partiamo a malincuore da Rantepao. Per la strada tutti fanno colazione ai warung(ristorantini mobili su ruote con un unico piatto fisso): nasi goreng (riso fritto) e mie goreng (spaghettini fritti).
– Bus Litha Rantepao – Ujung Pandang, air-con, sedili reclinabili
– Dopo 4 ore finiscono i tornanti. La vegetazione è meno rigogliosa. In giro si vedono molte moschee. Molte scritte: reformasi. Dopo circa 8 ore di viaggio arriviamo a Ujung Pandang. Caldo.
– Taxi per il centro, hotel.
– Cena al self-service del supermercato (19.000 rs), ci portiamo in hotel una vaschetta di gelato al durian (esperienza indimenticabile!).
– ALLOGGIO UJUNG PANDANG: Prefisso tel. (0)411
РPondok Suanda Indah (t. 00620 / 411 / 312857, 317179), raccomandato dalla guida EDT, e anche da noi, Jl Hasanuddin 12, 72.600 rs. Arredamento elegante, centrale, acqua calda, TV, direzione aeroporto; bisogna prenotare; molte zanzare. Di fianco cӏ un buon supermarket con ristorantino.

martedì 7 luglio
– Giro a piedi per Ujung Pandang: ci sono molti cinesi grassi in moto; gioiellerie vicino a baracchini che comprano oro; molto caldo; dal porto si vedono le isole di fronte.
– Fort Rotterdam: La Galigo Museum, etnografico, vari padiglioni (imbarcazioni, costumi, tessitura, agricoltura).
– Esposizione di splendide orchidee e conchiglie alla casa privata di Clara Bundt.
– Trasferimento in taxi all” aeroporto Hasdanuddin.
– VOLO Garuda Ujung Pandang (Sulawesi)17 – Denpasar (Bali)18.20.
– Taxi (privato, al bancone hanno aumentato molto i prezzi dicendo che alla sera c”è più traffico) per l”hotel, ci accordiamo per noleggiare un”auto per i prossimi due giorni.
– Alloggio Sari Bali Cottages (v. 28 giugno) di Kuta.

mercoledì 8 luglio
Bali
– Auto per due giorni: 175.000 rs/giorno, air-con, un pò scassata e rumorosa, ma autista molto disponibile per tutto il giorno senza limiti di orario:
– Autista: PEEJ (Nadi), Jl Mandala II/2B TUBAN – BALI tel. (0361) – 757528 , fax (0361) – 758675 .
– Pura Taman Ayun: tempio circondato dall”acqua e da un giardino
– Cascate Git Git: molti gradini da scendere per arrivare, caldo, niente di speciale, non vale il viaggio.
– Lago Bratan e Pura Ulun Danu: templi sul lago fra le montagne, suggestivi, fresco.
– Candikuning: piazza con negozi; orchidee; pranzo con microbanane (pisang kecil).
– Pura Luhur Batukau (ci si arriva attraversando la zona di Jatiluwih, con bellissimi panorami di risaie terrazzate; tornanti): sotto la pioggia.
– Puri Anyar: non c”era lo spettacolo di danza Tektekan Calonarang raccomandato dalla guida Touring; siamo venuti qui apposta!.
– Tanah Lot: a picco sul mare; bassa marea; molta gente, troppi turisti!.
– Cena di pesce a Kuta: niente di particolare, molto affollato, 105.000 rs.
– Assistiamo in un padiglione pubblico in Jalan Legian alle prove di uno spettacolo di danza e gamelan: divertente!.
– Secondo pernottamento al Sari Bali Cottages di Kuta.

giovedì 9 luglio
– Secondo giorno in auto:
– Spettacolo di Danza Barong – Legong a Gianyar alle 9.30 del mattino; molti turisti giavanesi. Bello!
– Pura Puseh: visitiamo il tempio di un villaggio vicino a Mas, con statua della tartaruga Bedawang che regge il mondo.
– Goa Gajah: si arriva scendendo una scalinata, ingresso della grotta sovrastato da un mascherone.
– Pura Gunung Kawi: grotte scavate nella montagna, niente di particolare; molto caldo, pranzo con un cocco.
– Penelokan: vista sul Gunung Batur fumante e sul Danau Batur; fresco e ventilato.
– Pura Ulun Danu Batur: grande festa del tempio, varie orchestre di gamelan, tutti portano offerte elaborate agli altari.
– Penulisan: tempio in cima ad una lunga scalinata (pant pant!), è aperto ma non c”è nessuno, sono tutti alla festa del Pura Ulun Danu Batur. Nella parte più sacra del tempio sono custodite antiche statue erose dal tempo che raffigurano idoli di tipi induista,.
– Kecac e Fire Dance a Gianyar alla sera.
– Il nostro autista ci riporta a Kuta dopo aver lavorato per circa 12 ore!.
– Cena al Fourteen Roses: calamari, gado gado(il cetriolo non lo digerisco!, pisang goreng (banana fritta).
– Terzo pernottamento al Sari Bali Cottages di Kuta.

venerdì 10 luglio
– VOLO Garuda Denpasar (Bali) 11.30 – Yogyakarta (Giava)11.50. Passiamo vicino ad un vulcano fumante. Cambia fuso orario: spostiamo l”orologio indietro di un”ora.
Giava
Clima di Giava: la costa sud è un pò più fresca di quella nord; le montagne sono molto più fresche; a ovest è più umida che a est.
Yogyakarta
– ALLOGGIO A YOGYAKARTA Prefisso tel. (0)274
– Hotel Mendut (t. 0062 / 274 / 563435), Jl Pasar Kembang 49, deluxe 80.000 rs , air-con. Stanza ampia, elegante, però in bagno non c”è aria condizionata, c”è un pò di puzza e troviamo lo scarafaggio più grande dell”Indonesia. Nel complesso, comunque consigliato, buon rapporto qualità/prezzo.
– Prambanan (contrattiamo il trasporto con il tassista del taxi prepagato che ci ha portato dall”aeroporto all”hotel): splendido complesso di templi induisti in un parco ben tenuto, si accede da scalinate sovrastate da mascheroni che ricordano le sculture di Angkor in Cambogia; si visita la camera interna che ospita di solito una statua di divinità induista.
– Non lontano si arriva al Sewu Temple, ancora in corso di ricostruzione e restauro (sembra un puzzle gigante). Incontriamo dei turisti di Solo che ci dicono che siamo stati coraggiosi a venire in Indonesia in tempo di elezioni (è per quello che a rantepao c”erano pochi turisti!). Però noi sapevamo che le elezioni erano state in giugno e fino a prima di partire non c”erano stati disordini.
– Cena al ristorante del teatro all”aperto: buono ed economico.
– Ramayana Ballet: biglietti VIP (presi all”ingresso del Prambanan Complex), 35.000 rs a testa. Luna piena, templi illuminati sullo sfondo, simile al teatro romano di VR. Spettacolo suggestivo da non perdere, con costumi eleganti, danza lentissima ma avvincente, cantanti e orchestra gamelan, stile diverso da quello di Bali; compreremo il CD con la musica.
– Secondo pernottamento Hotel Mendut di Yogyakarta.

sabato 11 luglio
– Sveglia alle 4, taxi prenotato dall”albergo, 50.000 rs.
– Borobudur: cade un pioggerellina che deposita cenere (vulcanica!), non vediamo l”alba. Saliamo sul tempio; vediamo un video e camminiamo nel parco (ci sono bruchi enormi che stanno divorando tutte le foglie di un albero: forza della natura tropicale!).
– Con un becak raggiungiamo la stazione degli autobus.
– Bus di linea per tornare in città: 6.000 rs in due, sedili stretti, comincia a far caldo; ci fanno cambiare autobus al volo in mezzo a un incrocio; alle fermate salgono chitarristi (diamo la mancia purché se ne vadano); ci fanno scendere vicino alla stazione ferroviaria(stasiun api), nostra destinazione.
– Yogyakarta: passeggiata e shopping in città (moderno centro commerciale air-con, pranzo da Mc Donal
d”s e acquisto scarpe Nike a 40.000 lire)(la fabbrica delle Nike è in Indonesia!).
– Breve riposino in hotel, poi con un becak andiamo a cena al Catarinàs (consigliato EDT!): squallido, e io cosa mangio?
– Spettacolo di wayang kulit, variante locale senza ombre: dura dalle 21 alle 4.30!. Sulla scena i musicisti dormono, mangiano, bevono, leggono, chiacchierano. Fra il pubblico qualcuno dorme (buona idea!), il mio vicino fa pedicure. Il burattinaio parla a lungo in un linguaggio aulico, però tiene i burattini davanti allo schermo, senza produrre le ombre. Soporifero.Resistiamo fino alle 22.30.
– Terzo pernottamento Hotel Mendut.

domenica 12 luglio
– Colazione indonesiana in hotel: nasi goreng con uovo e cipster di granchio.
– Yogyakarta: visita alla città.
– Sultan Palace: spettacolo di danza della Kraton Classical Dance School. Molto bello ed elegante!
– Visita del Kraton: vari padiglioni, museo con gli effetti personali del sultano (macchine fotografiche, presine…).
– Incendio in una casa per strada, arrivano i pompieri; una vecchia piange.
– Museo Sonobudoyo: chiuso, vediamo solo le statue nel cortile.
– Esposizione-mercato: maschere javanesi dipinte su legno.
– Shopping air-con.
– Cena: Legian Restaurant, vista su Jl Malioboro, elegante, menu vario, 72.300 rs (bruschetta con burro e aglio, succo di frutta misto, pollo con jackfruit al latte di cocco). Ottimo, consigliato.
– Ritorno in hotel su un carro con cavallo.
– Quarto pernottamento Hotel Mendut.

lunedì 13 luglio
– Yogyakarta: andiamo con un becak al Museo Sonobudoyo, ma è ancora chiuso. Giornata di shopping (negozio Matahari in un centro commerciale). Qualche procacciatore di affari con la scusa di fare quattro chiacchere vuole portarci al suo negozio di batik.
– Seconda cena al Legian Restaurant: spiedini serviti sul braciere, piccioni, gelato alla vaniglia con succo d”arancia.
– Quinto e ultimo pernottamento all”Hotel Mendut.

martedì 14 luglio
– Bus Yogyakarta – Probolinggo – Cemoro Lawang: prenotato dall”hotel, ci portano alla fermata e ci mettono su un autobus di linea, air-con, TV, 90.000 rs, 10 ore. Ci aspettavamo qualcosa di meglio. Fa comunque caldo. A"”pranzo" (compreso) ci fermiamo in un ristorantino locale; mangiamo qualcosina sotto una tettoia rovente. Quando arriviamo a Surabaya ci scaricano e ci mettono su un altro bus. Alle 17.30 arriviamo a Probolinggo e ci portano in un ufficio a parlare con un organizzatore di escursioni. Decliniamo gentilmente tutte le offerte e ci viene indicata la fermata del minibus di linea. Viaggiamo stipati per qualche Km, infine veniamo subaffittati ad un altro minibus. Cominciamo a sentirci come dei pacchi postali, comunque alle 19.30 arriviamo a destinazione:
– Cemoro Lawang! Siamo in montagna e finalmente fa un bel fresco.
– Alloggiamo all”Hotel Bromo Permai (tel.541021), 67.000 rs. All”apparenza si presenta bene, con dei bungalow immersi in un bel giardino, ma la stanza (e soprattutto il bagno) sono i più squallidi di tutta la vacanza. Dopo una cenetta costata 5.000 rs, andiamo a dormire con la maglia di lana.

mercoledì 15 luglio
– Sveglia alle 6. Non c”è acqua in camera, si può usare solo il mandi. Fa freddino, però finalmente il sole splende limpidissimo. Scopriamo l”aspetto migliore del nostro hotel: ci troviamo in un punto panoramico sull”orlo del cratere grande del Bromo, si vede tutto il percorso che dovremo compiere oggi intorno al mare di sabbia e sulle montagne circostanti. Indosso le mie nuove Nike.
– Passeggiata dalle 7.30 alle 16: Cemoro Lawang, Viewpoint I, Penanjakan (circa 2 ore), Dingklik (5-6 Km), mare di sabbia (6 Km), caldera del Monte Bromo e ritorno (altri 3 Km).
– Si vedono nitidamente il vulcano Bromo (più basso, perennemente fumante), il vulcano Semeru (alto, sbuffa a intervalli di 10-15 minuti), il monte Batok (a calanchi, sembra la montagna di Incontri ravvicinati), il mare di sabbia nera e il tempio ai piedi del Bromo. Incontriamo un bambino piccolissimo che zappa il campo. Al Viewpoint I finisce la “stradà, inizia un sentiero scosceso nel primo tratto. Alle 10 arriviamo a Penanjakan, dove c”è una vista piuttosto ampia. Compriamo i berretti M.Bromo e iniziamo la discesa su strada asfaltata. Alle 11.30 siamo a Dingklik (pura espressione geografica), si alternano salite e discese. Fino alle 12.30 percorriamo una discesa ripidissima (hair rising per le jeep), poi arriviamo al mare di sabbia (lunare) e alle 13.30 raggiungiamo il tempio induista ai piedi del Bromo. Raccogliamo le energie residue e saliamo la scalinata che porta al bordo del Bromo: impressionante, odore di zolfo da mal di testa, freddo e vento. Incontriamo (e conversiamo con) un gruppo di sordi che ci sommerge di foto. Riscendiamo al mare di sabbia e percorriamo il letto di un fiume in secca. Perdura il bel tempo su di noi, mentre tutto intorno si addensano le nuvole. Dopo 8 ore di cammino (stanchi ma proprio soddisfatti) completiamo l”arrampicata finale e torniamo in hotel, dove ci portano un té caldo. Coperti di polvere nera, rinunciamo alla doccia che sognavamo da ore, per mancanza d”acqua!
– Cena in hotel, secondo (e fortunatamente ultimo) pernottamento all”Hotel Bromo Permai.

giovedì 16 luglio
– Sveglia alle 3.30 per il baccano dei turisti che vanno a vedere l”alba sul Bromo (tanto c”è la nebbia).
– Risveglia alle 6, foto dei vulcani immersi nella nebbia, partenza con un minibus di linea (con i passeggeri stipati come al solito) per Probolinggo, arrivo alle 9.30.
– Inseguiti dai procacciatori di affari, contrattiamo il trasporto per Surabaya: bus teoricamente air-con, di fatto viaggiamo sul motore alla solita temperatura infernale.
– Hotel Elmi di Surabaya: Jl Panglima Sudirman 42-44 (tel. 031- 5322571-9, 8 linee, 5345055, 5345291, fax 031 – 515615). Il migliore di tutta la vacanza ! Frutta in camera, ciabattine, caffè. 180.000 rs (senza colazione, ma solo perché non avremo il tempo di farla) ben spese, eccezionale, pulitissimo, fresco, vista sul centro. Consigliato.
– Surabaya: passeggiata in un centro; attraversare la strada è un”impresa; spese nel moderno centro commerciale; cena da Mc Donald”s.

venerdì 17 / 7
– Sveglia alle 3.30. Nella hall dell”hotel c”è un”orchestra di gamelan. Taxi per l”aeroporto (per strada c”è il mercato).
– VOLO Garuda Surabaya (Giava) – Denpasar (Bali) ore 6. Foto del Semeru e della caldera del Bromo. Orologio avanti 1 ora. Lasciamo gli zaini grandi, che hanno già dentro un pò di aquisti, al deposito bagagli dell”aeroporto (grande comodità), proseguiremo d”ora in poi con il bagaglio essenziale (2 zainetti da 30 – 40 litri).
– Taxi per Benoa, ma il Mabua Express per Lombok è già partito (costerebbe 20 $ a testa). Allora prendiamo un taxi per Padangbai, da dove alle 10.30 salpa il traghetto per Lembar (Lombok). 5 ore di viaggio con un caldo allucinante. Non vendono gelati..
LOMBOK
– Lombok è più povera di Bali, c”è molto meno traffico, è più arida, il cielo è limpido. Trasporto pubblico: carretti tirati da cavalli (cidomo).
– All”arrivo un tassista ci viene a prendere fin sul traghetto. Contrattazione acerrima per il taxi, spuntiamo 80.000 rs, mi sembra comunque tantissimo, ma siamo stanchi per cercare alternative. L”autista tenta (inutilmente) di farsi anticipare soldi per la benzina, poi diventa molto scortese e guida in modo spericolato, però ci porta a destinazione
– Kuta (Lombok): Hotel Kuta Indah (tel. 0370-5378
1), altro gran bell”hotel, ci assegnano una casetta singola, TV con CNN, air-con, bagno grande (non air-con), piscina circondata dalle palme. Consigliato.
– Passeggiata in spiaggia: alghe, coralli, madrepore, barche colorate, pescatori, branco di bufali. Venditrici di stoffe insistenti.
– Cena: Bamboo Restaurant: nonostante l”apparenza dimessa lo consigliamo! Vi abbiamo mangiato uno squisito pescione grigliato alla perfezione con salsa di burro e aglio, 20.000 rs. Grandi sedie e tavoli di bambu, ambiente alla buona (si ordina quel che c”è, bisogna andare a cena presto perché non ci sono grandi scorte in dispensa!), la cucina è la migliore che abbiamo trovato.
– Alla sera fa fresco, c”è un bel vento che fa frusciare le palme. Il buio è totale, si vedono infinite stelle (tutte sbagliate: non c”è nessuna delle nostre costellazioni!). A un certo punto finisce la strada asfaltata , torniamo in albergo a tentoni.

sabato 18 luglio
– Iniziano gli ozi di Lombok:
– Trasporto gratuito dall”hotel alla spiaggia di Tanjung Aan attraverso una foresta di palme, ci verranno a prendere all”ora stabilita da noi. Due spiagge semideserte, stupende. Troviamo una ciprea e molti coralli. I pescatori vivono sugli scogli in fondo alla spiaggia. Siamo avvistati dai venditori ambulanti. Pranzo di cocco.
– Passeggiata in "paese"di Kuta Lombok: baracchini che vendono stoffe; spiaggia delle “mangroviè.
– Seconda cena al Bamboo Restaurant: ottimi calamari grigliati e fritti, 31.000 rs.

domenica 19 luglio
– Auto con autista per la spiaggia di Mawun. Qui non c”è nessuno, solo i bambini dei pescatori che ci aiutano a raccogliere le conchiglie e ci mostrano il pesce portato a riva dai pescatori. Il mare è verde, la sabbia bianca, la baia è delimitata dalla barriera corallina.
– Cena in hotel (insipida).

lunedì 20 luglio
– Giro in auto: con autista, l”amico dell”autista e Annie, simpatica receptionist del nostro hotel (che trascorrerà con noi tutto il suo giorno libero) per 60.000 rs. Il viaggio lo paghiamo noi, gli altri vengono a Ufo, ma non sono invadenti.
– Fabbrica di tessuti: ikat da 100.000 rs. Alcuni sono proprio belli.
– Mataram: negozietti turistici, mercato locale. A Sweta: palo della cuccagna, con festa di quartiere.
– In aeroporto tentiamo di prenotare un volo Merpati per domani: ci dicono che è meglio telefonare. Andiamo a telefonare e ci vuole un quarto d”ora per prenotare (forse) il volo.
– Bamboo Restaurant: la signora va a prendere tre tonni appena portati a riva dai pescatori. Mangiamo tonno e calamari. Ottimo, come al solito.

martedì 21 luglio
– VOLO Merpati Mataram (Lombok) – Denpasar (Bali): dovrebbe partire alle 10, in realtà si decolla alle 11. Sull”aereo fa caldo e scorrazzano alcuni insetti.
Bali
– In aeroporto rimaneggiamo i bagagli, cambiamo la biancheria, ma restando sempre con il bagaglio essenziale. Taxi prepagato per Jl Legian (solito moneychanger).
– Taxi (preso per strada) per Ubud. Contrattazione aspra, concludiamo per 55.000 rs.
– ALLOGGIO A UBUD (3 notti): Prefisso tel. (0)361
– Credendo di andare al Monkey Forest Hideaway, finiamo invece al Monkey Forest Inn, che non è certo di livello medio: 70.000 rs, il ragazzo è simpatico, però mancano le lenzuola e le pareti (non sono di muratura ma di striscie di bambù intrecciate).
– Cena: Café Wayan, molto elegante ma molto costoso (146.000 rs), tavolinetti in un bel giardino, si mangia seduti su cuscinoni, torta al cioccolato con crema e banana.
РSpettacolo di Wayang kulit. A Ubud cӏ almeno uno spettacolo ogni sera: tutte le sere che siamo stati ad Ubud siamo andati a vederne uno.

mercoledì 22 luglio
– Ubud: giro a piedi in città.
– Mercato, Puri Saren (ora è un bell”hotel), Merajan Agung, Pura Batur Sari, Taman Kemuda Saraswati (stanno ristrutturando il giardino e le vasche d”acua davanti al tempio; all”entrata c”è un interessante ristorante).
– Acquisti (collana di ambra di Madura e argento da Bead “n Bali, Monkey Forest Road).
– Danza barong – legong al Puri Saren.
– Cena: Kul Kul Restaurant, 35.000 rs. Mentre mangiamo nella strada accanto passa un barong (animale mitico di una famosa danza balinese). Questo è Bali!

giovedì 23 luglio
– Auto air-con, tutto il giorno per 125.000 rs, prenotata nell”agenzia Cv. Galang Kangin (Tourist Information), Monkey Forest Street, P.O. Box 154 Ubud 80571, tel.62-361-96239, fax 62-361-974055, Ubud. In città ci sono molte altre agenzie, questa ci offre il prezzo migliore, però l”autista è fiscale sull”orario e l”itinerario.
– Pura Kehen. Per la strada bambini in divisa marciano e gridano slogan.
– Pura Besakih (complesso di templi sulle pendici del Gunung Agung, fresco). Banane rossicce (pisang merak), dolci; nanka, frutto dolciastro simile all”ananas ma grande come un”anguria americana.
– Klungkung. Padiglioni con splendidi soffitti dipinti (scene dell”inferno e del paradiso): Bale Kembang circondato dall”acqua, Bale Kerta Gosa, museo.
– Torniamo in auto a Ubud, ceniamo alle 4 del pomeriggio al Kul Kul Restaurant (31.000 rs).
– Shuttle bus per Kuta (prenotato in città): ci portano in auto alla fermata dei bus di linea, partiamo alle 18.30 stipati uno sull”altro. Piuttosto scomodo. Un”ora di viaggio.
– Kuta di Bali: spiaggia sabbiosa con lunghissime onde da surf.
– Alloggiamo ancora al Sari Bali Cottages.

venerdì 23 luglio
– Shopping a Kuta per tutto il giorno: grazie alla irrepetibilmente favorevole situazione di cambio lira – dollaro Usa e dollaroUsa – rupia indonesiana, ci sono avanzate un sacco di rupie e non sappiamo come spenderle: che stress!

sabato 25 luglio
– In aeroporto ci requisiscono dal bagaglio a mano i coltelli da risaia, che abbiamo comprato l”ultimo giorno come souvenir e che abbiamo dimenticato di trasferire nel bagaglio spedito.
– VOLO Air Malaysia Denpasar (Bali) – Kuala Lumpur (Malesia) 14.00 – 17.00 (3 ore). Il nuovo aeroporto è splendido, il più bello che abbiamo mai visto; c”è una specie di festa di inaugurazione con banda malese-scozzese in kilt e che suona le cornamuse.
– VOLO Air Malaysia Kuala Lumpur (Malesia) – Monaco 23.25 – 6 locali, mezzogiorno indonesiano (12 ore). Prendiamo i posti davanti al pannello video, molto larghi e comodi per le gambe.

domenica 26 luglio
– VOLO Air Malaysia Monaco – Roma Fiumicino 7.30 – 8.30
– VOLO Alitalia Roma – Venezia 11.00 – 12.05, a casa in macchina.

Il viaggio finisce qui, ma abbiamo dovuto fare altre 4 settimane di antimalarici, per completare il ciclo di profilassi, con qualche disturbetto gastrico! Chissà se valeva la pena (per gli antimalarici, ovvio); per il viaggio certo che valeva la pena: ci è piaciuto tanto che siamo tornati in Indonesia, da "veterani", anche l”anno dopo, con già un pò di pratica di bahasa Indonesia !

Gian Alberto e Nicoletta

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