TURCHIA 2000

TURCHIA 2000

Finanze :1.000 D.m. e 1.100.000 Lire
Contakm: 37600
Bareggio 05.08.00

Sembrava così lontano il momento della partenza ed invece eccolo qui , puntuale , anzi in anticipo !Si perchè la partenza era prevista x Domenica 6.8.00 alle 05.30 ma viste le pessime condizioni del tempo e visto che dobbiamo essere a Bari alle 17.30 max , è meglio prendersela con calma ed anticipare i tempi .Partiamo alle 17.40 con destinazione Grottammare (AP) , dove per il pernottamento sfrutteremo l”ospitalità di mio fratello. Ho letto e riletto il percorso, sono previsti circa 6.000 Km , e ho studiato anche la piantina di Istanbul , sono ansioso di calarmi nelle vie de Capali Carsi, il Bazar. Spero che il tempo ci dia una tregua permettendoci un viaggio tranquillo. Pieno a Bologna £ 32.000.Siamo partiti con l”acqua, ma non mi aspettavo di certo un simile nubifragio! !A Rimini, traffico pauroso e acqua a catinelle. Pieno £ 15.000.Usciamo al casello di Pedaso , pedaggio £ 42.000.Alle 23.00 puntualissimi siamo a Grottammare , sin troppo in orario viste le pessime condizioni del tempo e i 500 km percorsi. E”l”ora adatta per un megaspuntino: lonza , prosciutto ed insalatona pomodori cetrioli & cipolle.C”è mia madre e la famiglia di mio fratello , stendiamo i vestiti ad asciugare e ci rilassiamo.(Flavione è bagnato sino alle mutande nonostante la tuta antipioggia) Per la notte sistemiamo 2 brande sul terrazzo e dormiamo sotto le stelle al canto delle cicale cullati dalla brezza del mare e dalla risacca, inizia l”avventura.

06.08.00

La notte trascorre fresca e silenziosa sino alle 06.00 ora in cui un gallo rompicoglioni inizia le prove di canto togliendoci così dalle braccia di Morfeo.Alle 07.00 stiamo gia facendo colazione al gran completo , Matteo compreso alle 08.00 siamo in spiaggia. Dopo un bagno ristoratore alle 10.30 facciamo uno spuntino e una bella doccia , sistemiamo le moto e si riparte con un tempo magnifico. Pieno a Pescara £ 30.000 a km 38226 Solee!! E Vaii!!! Entriamo in puglia e facciamo un piccolo break , sono le 13.00 mancano 190 km a Bari e siamo in anticipo. Molfetta pieno £ 28.000 pedaggio 33.000.Dopo l”ultima pausa mi tolgo il casco integrale e metto quello aperto , il caldo aumenta. Siamo al porto di Bari alle 16.00, entro negli uffici della Superfast per il Ceck-in. Nel porto c”è un gran movimento di navi Turche ed Albanesi oltre alle Greche. Le caratteristiche somatiche dei passeggeri sono chiare, sud-est europee. Ci mettiamo all”ombra di una pianta e consumiamo la nostra merenda, qui conosciamo due ragazzi di Mantova in moto diretti ad Atene. Il sole picchia e col foulard improvviso una bandana ruspante. Alle 18.00 siamo a bordo(prima hanno imbarcato per Patrasso),solito rituale nella stiva per legare le moto e poi di corsa per trovare un posticino per i sacchi a pelo. Change a bordo :200.000 It Lire =17.000 Dracme , ladri !!Sono le 19.00 e fra poco si parte , apre il duty free ed il casinò L”altoparlante dà un comunicato in greco , è allucinante! Spostiamo l”orologio avanti di un”ora, cazzo!! ho appena scritto sono le 19.00 e sono già le 20.00, in ferie il tempo vola! Stendiamo i sacchi a pelo in un posto riparato ma all”aperto, vicino a noi un”allegra compagnia di Napoletani Customisti e la coppia di Mantova, con cui chiacchero sino alle 23.00.Il cambio sulla nave è da veri usurai , inoltre al bar i prezzi sono carissimi. Verso le 24.00 ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo alla Tex Willer e una fresca brezza marina ci prende per mano e ci accompagna nella notte. Nonostante il fondo durissimo adoro dormire all”aperto specialmente in barca .

07.08.00

Sbarchiamo a Igoumenitsa alle 06.00 precise, è ancora buio(sarebbero le 05.00 senza l”ora legale).La cittadina si trova nella parte settentrionale della Grecia , esattamente nella regione di Epiro, a pochi km dal confine Albanese. Ci sono già le pasticcerie aperte e si respira un”aria tipo Red-Sea. La Grecia si presenta come la Sardegna , brulla e con un forte odore di macchia. Ci avviamo veloci in direzione Est(Joannina). La strada sale ,tra una curva e l”altra arrivano folate di vento caldo e a tratti freddo , è l”alba La moto mi dà un senso di instabilità (strano).Arriviamo a Joannina e facciamo benza, guardo la gomma e Gulp!! mi sembra sgonfia! Altro che sgonfia,1 bar di pressione .La rigonfio a 2,7 bar e proseguiamo in direzione Trikala-Tessalonik, stiamo tagliando trasversalmente verso est , siamo ormai in Tessaglia. Arriviamo ad uno stupendo passo alpino a 1200 mt di quota , ci fermiamo per la colazione , sullo sfondo gli impianti sciistici invernali. Siamo tra Mazia e Vutonasi, proseguiamo in un susseguirsi di tornanti e rettilinei ed arriviamo nei pressi di Kalampaka, sullo sfondo quasi irreale l”imponente figura delle meteore. Ci fermiamo da una contadina e compriamo dell”ottima frutta. Arrivati a Kalampaka siamo sopraffatti dalla visione della montagna che sovrasta questo piccolo paese tipo Messico-Gran Canyon, cambiamo dei soldi e via per Trikala-Larissa. Siamo a Larissa quando la moto è nuovamente instabile, decido di fermarmi da un gommista. Tramite la sorella del gommista(studentessa in filosofia)riesco a dare delle direttive sulla riparazione del tubeless, e togliamo la scheggia in ferro che a mò di zanzara tigre aveva infilzato il mio pneumatico posteriore. Riparata la moto (2000 Dracme=12.000£),si riparte + veloci che mai. La strada corre veloce, alla nostra sx vediamo il monte Olimpo(che Zeus mi protegga),inizia la costa.A 50 km da Tessalonik il caldo si fa sempre + insopportabile, ci fermiamo in una trattoria lungo la strada :Ghiros (kebab),patate cipolle salsiccia pomodori e una bella birrazza, totale 2000 Dr a testa ,la ragazza del bar ci indica la tivù che sta trasmettendo canzoni Italiane. Si riparte , e a 20 km da Kavala la vista di splendide insenature ci attira come acqua dopo il deserto. Troviamo posto al Blue-bay(7000 Dr a testa bed&breakfast) In due secondi abbiamo già scaricato ed eccoci pronti per un tuffo ristoratore. Il mare è fresco e pulito e ci rigenera. Faccio anche una pennicchella e dopo un drink al mitico chalet della spiaggia, di nuovo in acqua : Alle 19.3o saliamo in albergo ,una doccia e via in paese , senza casco con bermuda e sandali!!. Ci sono un sacco di bei ristorantini, mangiamo veramente bene(mitico il polipo alla griglia) e spendiamo circa 25.000 .Rientriamo felici e con la panza piena , e dopo aver sistemato le borse ,a nanna. Domani ci aspettano 700 km ,non vedo l”ora di essere a Istanbul.

08.08.00

Si parte di buon”ora, siamo lanciatissimi, Istanbul ci attira come una potente calamita. Entriamo nella regione della Tracia, la strada costeggia il mare l”andatura è a tratti veloce e a tratti lenta, quando attraversiamo i paesi teniamo 4 occhi ben aperti ,circola di tutto, dai mezzi agricoli agli animali. Benzina 8000 Dr a km 39374. Sono le 11,15 quando a Kesan finalmente davanti a noi la Frontiera! Le guardie greche sono velocissime e proseguiamo. Due militari turchi ben armati ci invitano a posteggiare le moto indicandoci poi gli uffici per ottenere i visti necessari ecc.ecc. E”un posto da film, ci sono tante persone (turisti 1% cioè noi due!)in fila, vestite in maniera orientale e non , mi sento una mosca nel
latte. I locali sono vecchi e obsoleti con cartelli scritti in Turco. Ci sono dei ventilatori da soffitto ormai stanchi che cercano inutilmente di rinfrescare l”aria contaminata dalle migliaia di sigarette fumate specialmente dai funzionari (fumano come Turchi!), se stacchi un brandello di tappezzeria e te la fumi , sei fuori per un mese. Andiamo ad intuito e ci mettiamo in una fila, saranno necessarie 2 ore e 4 diverse code per sistemare tutto. Per il visto abbiamo pagato 10 US Dollar e 5.000.000 Turkish lire per altre scartoffie. Al cambio Tur :lire diviso 300 =controvalore il Lire Italiane. Mancavano le impronte digitali e poi ci avevano preso tutti i dati disponibili, gruppo sanguigno a parte!! Finalmente dopo aver mostrato i nostri 2,5 kg di visti, il militare ci augura buon viaggio (Gulè Gulè). Finalmente davanti a noi il cartello della Turkia , stop per l”immancabile foto. Subito si presenta nelle case e nella gente una certa miseria, dopo pochi km ci fermiamo lungo la strada dai soliti contadini per uno spuntino veloce a base di frutta, l”uva è piccola ma buonissima, il caldo inizia a picchiare. Attraversiamo una miriade di pittoreschi paesini dove vediamo venditori ambulanti che formano piccoli mercatini, si vedono le prime Moschee, finalmente a Terkidag dinnanzi a noi il mar di Marmara .I cartelli indicano Istanbul , dopo circa un”ora siamo alla periferia di questa enorme città. Il traffico è caotico e le indicazioni scarse, seguo x Taksim (famosa piazza nella zona Galatasaray).Ci troviamo abbastanza in zona , qualche informazione ed eccoci attraversare il ponte sul mitico Corno D”oro. Entriamo nel quartiere della torre di Galata (costruzione Genovese del 14°sec.),scambiamo due chiacchere con un ragazzo che piantina alla mano ci indica la strada per il quartiere di Besikstas dove pernotteremo per due notti sulla sponda Europea del Bosforo. Sarà la stanchezza, saràquel che sarà, in una via super incasinata e in discesa, non tengo conto dell”ingombro delle borse laterali e bingoo!! riesco ad incastrarmi tra due taxi. Creo un caos tremendo da sceneggiata alla Mario Merola, arriva gente da tutte le parti , allungo al 1° taxi 500.000 T. Lire ed all”altro 100 D.M. e me la svigno modello Speedy Gonzales .Arriviamo dopo una paurosa salita alla Muvezzi Caddesi la via del nostro hotel , La Maison , piccolo ma ben curato e confortevole. Scarichiamo e posteggiamo sul marciapiede, mentre entro penso a quando sul tavolo di casa ,preparavo il viaggio e leggevo tutti questi nomi. Dopo una doccia eccoci pronti per tuffarci nella più incredibile città che abbia visto. Con un taxi siamo subito in centro e visitiamo la Moschea Nuova(Yeny Camii). Faccimo subito conoscenza con Engine ,un ragazzo che ha un”edicola vicino alla moschea Blu (Sultan Ahmet Camii) ,ci accompagna personalmente all”interno , è stupenda, mozzafiato, enorme con sei minareti. Ci togliamo naturalmente le scarpe e camminiamo a piedi nudi su dei tappeti stupendi in seta ,libidine da polpastrelli. Le donne pregano in una zona a parte dietro delle griglie tipo Harem. La Moschea fu terminata nel 16° secolo ,la struttura poggia su 4 giganteschi pilastri a piede di elefante con scanalature e diametro di ben 5 metri!! L e pareti e le volte sono decorate con ceramiche Iznik a motivi arabi ,in cui prevale il colore blu. All”esterno c”è la fontana delle abluzioni , di forma ottagonale in marmo , dove i fedeli si lavano mani e piedi prima di entrare.Engine ci accompagna poi da un suo amico venditore, poi da un”altro e da un”altro ancora,ci ritroviamo così con tappeti ed altri bellissimi souvenir. Ci indica poi un bagno turco (Hammam)spettacolare dove proveremo un”esperienza indimenticabile con immagini da film, ma questa volta eravamo noi i protagonisti. Cercherò di descrivere l”ambiente:Il B.t. si trova in un”edificio di circa 200 anni, l”ingresso è stretto con un corridoio lungo, tutto in marmo bianco, che porta alla sala degli spogliatoi. L”architettura è antica e in buone condizioni, dall”esterno non si immagina ciò che ho davanti, ma il bello deve ancora venire. Con la servietta in cotone tipo canovaccio legata in vita, varchiamo una piccola porta ad ogiva, sempre in marmo, ed eccoci nella stanza centrale. E ” larga circa 15 metri x 9 ed è formata da una cupola centrale bellissima dalle cui feritoie entra la luce fendendo l”aria tipo raggio di sole nella nebbia, ai lati due piccoli locali circolari (absidi)con delle vaschette in marmo tipo acquasantiere in cui scende acqua calda, tiepida e fredda. Sotto la cupola centrale c”è un bancone enorme in marmo dove ci sdraiamo per una lenta cottura e salutiamo i nostri occasionali compagni(2 Inglesi).Il marmo scotta e la temperatura comincia a farsi sentire,ogni tanto con una ciotola attingiamo acqua e ci rinfreschiamo. Siamo un pò preoccupati e come noi i 2 Inglesi, perchè dal locale vicino giungono strani versi e scricchiolii di ossa (Haaa!! Crick-crack x capirci!!). E”il mio turno, il forzuto massaggiatore mi fa sdraiare in un angolo e con un sacco pieno di schiuma , strizzata dopo strizzata mi sotterra sotto questa delizia profumata .Con un guanto di crine inizia poi a lavarmi energicamente, poi a massaggiarmi ,le sue potenti ma sapienti mani fanno schioccare i miei punti nevralgici, dai piedi,alla testa. Mi sento un neonato in balia di una tata tipo Swarzenegger , al primo bagnetto. Tra una secchiata, una schiumata e una scrocchiata, lasciamo il B.t. completamente rigenerati, pagando 7.500.000 T.Lire,circa 25.000 a testa! Per cena andiamo in un ristorante turco a pochi passi dal B.t. La cena è ottima: Kebab, verdure e da bere dell”ottima acqua e yogurth. Spendiamo 16.000 It lire a testa ,il ragazzo del ristorante ci dà un sacco di consigli per la giornata di domani. Saltiamo su un taxi e via in hotel, dobbiamo riposarci perchè domani ci attende una giornata impegnativa.

09.08.00

Sveglia di buon”ora, facciamo colazione all”aperto, siamo sul terrazzo al settimo piano dell”Hotel con vista sul Bosforo. Dopo aver sbafato praticamente di tutto (Yogurth-frutta-biscotti-marmellata-salame ecc..)ci dirigiamo a piedi al vicino Dolmabache Palace, lussuosa dimora del Sultano che visiteremo aggregandoci a dei giapponesi. Paghiamo 20.000.000 T-lire , è veramente tanto(70.000) se pensi che in trattoria mangi con 10.000 It £, ma ne vale la pena , il posto è unico. Il palazzo è ricco di tesori, e l”Harem è splendido con dei bagni sontuosi!, prendo qualche spunto per l”arredamento vista l”opulenza di decori e drappeggi. La guida con un morbidissimo inglese, ci spiega ogni cosa. Quello che piu “mi colpisce è che il Sultano aveva 4 mogli, varie Concubine, la preferita viveva in un”appartamento (600 mq.min) comunicante con la sua camera e che in totale ebbe 40 figli!! .Finita la visita ,saltiamo al volo su un taxi ed eccoci nel mitico Capali Carsi , il gran Bazar. E” enorme, un crogiolo di voci, visi, suoni, odori e merce. Compriamo qualcosa, anche perchè è impossibile non farlo, dopo tre ore ne usciamo a viva forza per non dilapidare tutti i nostri averi. Vicino ci aspetta la visita alla bellissima moschea di Aya Sofia Camii, che è stupenda e mistica nonostante le condizioni di restauro. Tocca poi alla Yerebatan saray, la cisterna sotterranea. Qui scopri sotto la caotica Istanbul, delle colonne di una cattedrale di epoca romana. Giochi di luce ti accompagnano in un posto surreale che serve per l”approvvigionamento idrico della città è una fusione di architettura, storia ed acqua. Dentro a questa stupenda basilica sotterranea c”è un bar dove al fresco, ci gustiamo un”ottimo tè alla mela (pron . Tciai).Usciamo da una meraviglia ed entriamo in un”altra, il Bazar delle spezie, Misir Carsisi. Gli odori sono forti e pungenti ma allo stesso tempo invitanti. I venditori ci ch
iamano proponendoci ogni ben di Dio, dal Turkish Viagra al Caviale Iraniano, ai dolci. Compro alcune spezie , una stranissima spugna a forma di mazza già collaudata al B.Turco, e una lanterna porta candela. Avrei comprato tutto!! Usciamo e saltiamo al volo ,dopo una breve contrattazione , su di un battello per l”immancabile gita sul Bosforo. Sulla barca conosciamo dei ragazzi di Roma , che mi dicono che assomiglio tantissimo ad un famoso attore Svedese(cosa avranno fumato?).Costeggiamo la sponda Europea sino ad oltrepassare il mitico ponte(enorme),poi attraversiamo e siamo ad Usckudar nella parte orientale della città. Rientrati in porto non appena tocchiamo terra ci lanciamo come maratoneti verso il quartiere della torre di Galata. Dalla cima si domina tutta Istanbul, lo spettacolo è unico. Ritorniamo poi verso Sultanhamet Camii (moschea blu) dove da lontano veniamo già visti dal mitico Engine che ci viene incontro. Ci salutiamo e andiamo al Doy-Doy tipico ristorante locale per una cena 10 e lode, il Sis Kebab è mitico. E”ormai mezzanotte ,rientriamo in hotel per un breve brefing per il tragitto di domani. La strada per Ankara e l”Anatolia è lunga e dobbiamo riposare. good night.

10.08.00

Si parte alle 08.00 , passiamo emozionatissimi il ponte sul Bosforo dopo circa 15 minuti, è spettacolare, enorme, al suo termine un cartello ci dà il benvenuto in Asia! Paghiamo un pedaggio di 1.000.000 Tur. Lire e proseguiamo sull”autostrada. Arriviamo in riserva sparata da un benzinaio (Petrol Ofisi) , pieno 11.200.000 Tur.Lire a km 39692.Il simpatico benzinaio soprannominato poi Cariplo, ci cambierà vantaggiosamente i soldi meglio di un change office. La strada è comoda e proseguiamo veloci. Siamo vicino a Izmit e il mar di Marmara pullula di petroliere, nei dintorni di Bolu la strada inizia a salire, è l”altopiano Anatolico. Incontriamo tantissimi camion che fumosamente arrancano sulla destra, ci sono molti Transit con dei portapacchi stracarichi di ogni mercanzia e speciali paraurti tipo anti-vacche, che viaggiano verso Istanbul, penso che trasportino venditori ambulanti con la loro merce. Siamo a Bolu, pedaggio 1.500.000 e pieno .Il paesaggio cambia in continuazione, ora l”aria è frizzante, verso le prime ore del mattino riesci a viaggiare bene, verso mezzogiorno il caldo ti assale. Siamo di nuovo in riserva, per fortuna un cartello indica benzina a 20 km. Arrivati sul posto scopriamo che è stato demolito!!! siamo nei guai. Decidiamo di uscire alla ricerca di un paesino dove rifornirci. Ci ferma una pattuglia ad un posto di blocco , incuriosita dalle nostre moto , a gesti ,ci indica dove trovare un benzinaio, siamo nei pressi di Kazan. Eccolo finalmente, adiacente c”è un piccolo negozio dove faccio amicizia col piccolo Memet Asnan. Questo ragazzo di circa 8 anni è sveglissimo e mi fa da interprete con suo padre nell”acquisto di una brocca che ho visto appesa al soffitto(4.000.000). Memet continua a chiamarmi , Juan Juan, vorrebbe vendermi l”intero negozio, questo ragazzo ha la stoffa del mercante .Dopo un breve snack a base di frutta secca e acqua, si riparte. Arriviamo verso Ankara ed il paesaggio cambia ,grosse dune aride sono costellate da palazzoni e case in cemento armato, metà finite e metà no. I camion sono sempre numerosi, le indicazioni per Golbasi non sono precise e devo chiedere ad un camionista il quale mi guarda con faccia tipo:chi è sto marziano? e mi conferma la direzione. Siamo a Karahamzali, e la depressione del grande lago salato(Tuz Golu) inizia a farsi vedere. Prima di Sereflik okisar ci fermiamo da due pittoreschi contadini che vendono cocomeri bianchi, sono squisiti, il lago èdinnanzi a noi. Scattiamo anche una foto assieme poi raggiungiamo un punto di sosta dove vi sono dei pullman turistici. Il lago è enorme, i cristalli di sale luccicano formando un orizzonte irreale che si perde nel cielo azzurro. Ci camminiamo sopra spingendoci sempre più all”interno, i nostri stivali ci proteggono dall”enorme salinità. I soliti turisti(Italiani!!) fanno man bassa di questo sale, manco fosse oro. Facciamo due chiacchere con dei milanesi, in questi casi devo dire mi sento una specie di eroe medievale a cavallo, vista l”ammirazione che ci riservano. Ripartiamo a tutta birra sorpassano spesse volte il pullman degli Italiani che ormai ci salutano, finalmente prima di Aksarai ecco le indicazioni per Nevsheir_Goreme,al semaforo giriamo a destra ,un camionista ci saluta all”americana. La cappadocia si avvicina, peggiorano le condizioni della strada e rallentiamo l”andatura. Arrivati a Agzikarahan visitiamo un antico caravanserray, dove incredibile, scambio due belle chiacchere in dialetto con un signore di Pregnana!!. Si prosegue sempre frustati da raffiche bollenti di vento, arriviamo a Nevsehir alle 19.00 ,e cerchiamo un albergo che sarà la nostra base per visitare la Cappadocia (pron.Kappadokia). Prendiamo un albergo al volo(14.000.000 per una doppia), il ragazzo gentilissimo ci dice che per la notte nessun problema, le moto entrano nel salone ristorante!! Si fa conoscenza con un gentilissimo venditore di tappeti , Recep, parla benissimo l”italiano. Ci dà numerosi consigli per la Cappadocia e prendendo un pezzo di carta ci traccia al volo una preziosissima mappa. Gentilissimo ci cambia anche 100.000 It, lire in 28.000.000.Si va al ristorante addocchiato in precedenza, tutto eccezionalmente buono e tipico del posto spendendo 40.000 lire in due. Non contenti facciamo due passi ,vediamo una pasticceria ed entriamo attirati dai profumi, sono le 23.00,Uhhhhh,che buoni, appena sfornati. Dal vicino minareto arrivano improvvisamente le preghiere a tutto volume,è ora di tornare in hotel anche perchè dopo 10 ore di moto e 800 km, siamo un pò stanchi, good night.

11.08.00

Alle 07.00 siamo già in piedi, anche perchè dobbiamo togliere le moto dal ristorante. Sono le o7.30 e siamo ad Uchisar, davanti alla rocca del castello, cominciamo la visita in esterni perchè l”entrata è alle 08.30.Poi andiamo a Goreme, Zelve; Avanos, nel cuore della Cappadocia,tra paesaggi mozzafiato uno più bello dell”altro. Arrivati a Avanos, visitiamo un mercato locale ,è bellissimo ,pieno di visi odori e sapori che rendono indelebile questa immagine nella mia mente, ci sentiamo osservati tipo due mosche nel latte!!Guidando senza casco mi accorgo che la catena della moto è troppo lenta. Alle 13.00 ritorniamo a Newsheir dal fratello di Recep, Hamet, uno dei mitici Seven brothers Cappadocia, che con una inaudita gentilezza mi accompagna di persona dopo un giro di telefonate selettive, da un meccanico fidato. Esternamente sembra un “autodemolitore, ma lo stemma Yamaha sulla ormai ruggine insegna, mi dice che è il posto giusto. Il problema è subito risolto ,con una spesa di 2.000.000 T. L, inoltre, mi consiglia di ingrassare subito la catena e con il nostro interprete ce ne andiamo soddisfatti! Arriviamo a Kaimakli, the undergroud town, appena arrivati sentiamo: Giancarlooo!!,e ra Recep. Ci salutiamo e andiamo subito a visitare la città sotterranea accompagnati da una guida del luogo. E” incredibile, quattro piani sottoterra ,organizzati come il più efficente formicaio umano. Questa incredibile opera per sfuggire alle persecuzioni degli invasori , ,Cristiani compresi. Prima di ripartire ritorniamo da Recep (altrimenti si offende), tra un tè ,una sigaretta, uattro chiacchere, compro anche due magnifici Kilim. Proseguiamo da una strada secondaria, in direzione di Mustafa “pashà. Attraversiamo piccoli villaggi sperduti, i bimbi ci corrono incontro, sono scalzi e vestiti malamente, ma hanno un magnifico sorriso e due occhi stupendi. Lungo la strada incontriamo con
tadini a piedi e a dorso d”asino ,la zona è verde e ricca di piante da frutta, specialmente albicocche che vengono poste ad essicare al sole. Chiedo informazioni ad un contadino, ha un viso scavato dal sole e dalla fatica, è un quadro di V.Gogh. Ritorniamo a Nevsheir alle 19.00,dove scortati da un amico di Recep ,dopo un giro in vari negozi, trovo il mitico servizio da tè Turco rosso e bianco! Salutiamo tutti gli amici e dopo una bella doccia , di nuovo in sella verso Uchisar, per cenare al Jeremy e soprattutto per vedere la danza del ventre. Il locale è strapieno di turisti , non ne siamo più abituati, gli Italiani sono i più casinisti. Alle 11.30 ritorniamo in albergo con il viso(e non solo) di Shoana ben impresso e posteggiate le moto nel ristorante, si va a nanna. Domani andremo a Konia, per cercare un ufficio postale e poi veloci verso Pamukkale. Oggi ho bevuto molti succhi di frutta (Visnè),anche quando non avevo sete, mi sento più in forma, il sole ti brucia!

12.08.00

Alle 08.00 in punto partiamo veloci verso Aksaray. Arriviamo ben presto ed entriamo in centro alla ricerca di un ufficio postale. Trovata la posta, all”uscita siamo assaliti da simpaticissimi ragazzini lustrascarpe e da altri con dei canestri in vimini, carichi di ciambelle. In un attimo la strada è piena tipo mosche sul miele(Noi). Davanti c”è un change office, il cambio è buono e la cassiera pure! Si riparte per Konia con la s.s.300 direzione Sulthanani. Sembra di attraversare il deserto Messicano,d opo Sulthanani facciamo colazione e rifornimento in una stazione tipo frontiera. Pieno 6.000.000 ,i dolcetti al miele erano una bomba!! Arriviamoa Konia ed entriamo nella moschea dedicata a Mevlana ,santo che attira devoti da tutto il paese e oltre .Inizia a fare caldo. Non vedo un incrocio ( non era segnalato )e lo attraverso in pieno, cerco di frenare ma l”asfalto liscio mi fa sbandare e controllo la moto con difficoltà, per fortuna tutto bene. Rientriamo sulla statale che si inerpica attraverso piccoli canyon di rocce rosse, poco dopo costeggiamo una diga. Passando attraverso queste rocce mi sembra di essere un toast tra due pareti roventi, i avviciniamo alla regione dei laghi. A Beysehir, l”omonimo lago ci stupisce con il suo colore turchese dai riflessi verdi, la statale lo costeggia per un pò, lanciandosi poi all”interno. Dopo Kireli ci fermiamo alla classica trattoria turca on the road, pranzo ottimo. I gabinetti di questa locanda sono come ormai consuetudine puliti, e all”uscita è usanza dare ai clienti dell”acqua di colonia per rinfrescare mani e viso. Si riparte ,Gulè Gulè(arrivederci). A Gelendost ci fermiamo per il pieno, Kursunsunz naturalmente. La sorridente benzinaia (Fidan) in pantaloni a sbuffo tipo Ali Babà, e berrettino ci accoglie a 32 denti. dan ci offre anche dell”ottimo tè Turco (pron.Tchai).Pieno 9.000.000 km 41041,si avvicinano ormai i 4000 km percorsi. Ad un certo punto iniziamo a costeggiare il lago di Egredir, è bellissimo ed invitante a tal punto che decidiamo di fermarci. Sono le 16.00,entrati in paese siamo assaliti da un signore titolare di una pensioncina a conduzione familiare, ci convince e lo seguiamo, anche perchè ci ha detto che con 9.000.000 dormiamo in due compreso la colazione ,e volendo ceniamo alla grande con dell”aragosta!! dopo naturalmente un bagno nella splendida spiaggetta sottostante.(che volete di più?).La pensioncina è tipo una grande famiglia , la titolare(Big Mama) ci accoglie sorridente con un”affabilità materna a tal punto che gli diamo la biancheria da lavare!! in un baleno è lavata , stesa, asciugata, anche perchè c”è un vento bollente. Ci tuffiamo in acqua, è pulitissima e si vede il fondo a 5 metri. Conosciamo Omar, old fisherman del luogo che ci porta sulla sua barca. Ogni tanto raccoglie l”acqua del lago con la mano a mò di mestolo e se la beve ,ribadendo a noi la sua purezza, con un gesto analogo si rinfresca le tempie. Poi ci saluta con baci e abbracci sinceri e ci chiede se possiamo spedirgli una foto. Dopo una bibita al vicino chiosco (Visna naturalmente)saliamo in camera, una bella doccia e scendiamo in paese per telefonare. Finalmente si cena, pesce , gamberi, dell”ottimo vino bianco di Cappadocia, l”immancabile insalatona con cipolle ecc.. e per finire il dolce della casa. Tra vitto alloggio lavaggio etc. spendiamo 40.000 lire italiane. Servono due passi per smaltire il tutto, poi risaliamo in camera e pianifichiamo la tappa di domani che prevede Pamukkale, Hierapolis, ed Efes sul mare Egeo. Si sta ventilando intanto l”ipotesi di un rientro via Atene ,vedremo, good night.

13.08.00

Alle 7.30 già in piedi e belli arzilli, scendiamo per un veloce controllo alle moto. Decido di aggiungere tre etti all”olio del motore, poi carichiamo e via,con i jeans freschi freschi appena lavati dalla big "Mama". Al mattino la guida è piacevole e devi indossare anche i guanti perchè fa freschino. Salita dopo salita ci allontaniamo dalla verde regione dei laghi ed arriviamo ad Ispharta. La strada non è bella come al solito e l”andatura rallenta. Ci fermiamo nei pressi di Bozkurt (vicino all”aeroporto)e visitiamo una fabbrica di tappeti. Qui vediamo tutte le fasi della lavorazione, dal baco da seta alla tintura , dal progetto alla confezione. Le donne annodano i tappeti con gesti veloci e precisi, per un tappeto doc, occorrono 1.000.000 di punti al mq ,e circa un anno di lavoro. La nostra guida è molto gentile, e questa pausa ci voleva proprio. Seguiamo per Denizli, attraversando numerosi paesini in cui è meglio rallentare. Arriviamo a Denizli alle 11.00 e vediamo il bivio che indica Pamukkale 6 km a dx. Vi sono numerose macchine che vanno nella nostra direzione. A qualche chilometro di distanza si vedono già le bianche cascate pietrificate. Attraversando una necropoli, che poi visiteremo (Hierapolis) arriviamo di fronte alle terme. Il posteggio è pieno di pullman e ci fermiamo in un angolino vicino ad un hotel abbandonato. Alla reception chiedo se hanno un guardaroba per i nostri giubbotti, stivali,ecc., no!neine!. Riesco a convincere il ragazzo del vicino chiosco ad improvvisarsi guardarobiere, con un telo ci copre le nostre cose appoggiate sul prato e ce le tiene d”occhio. Per ringraziarlo compriamo una coca ed una fanta (2.000.000).Visitiamo le cascate e facciamo una doccia rigenerante nelle acque ricchissime di calcio, terapeutiche ad una temperatura di 35 gradi, libidinee!! Ritornati al chiosco ci rivestiamo e con la moto senza maglia e casco ritorniamo a Hierapolis. E” un paesaggio affascinante, tombe ,architetture ed antichi resti affiorano da ogni parte, la sovrintendenza agli scavi è Italiana. Inizia a fare veramente caldo, è l”ora più cruciale ,le 13.30.Scendiamo in paese ed appena fuori ci fermiamo in una locanda per rinfrescarci. Yogurth, insalatona con cipolle, insalata russa e degli incredibili involtini, tipo sigari al formaggio, il tutto per 15.000 lire. Poco avanti faccio il pieno,0re 14.30 ,8.500.000 a km 41314 il benzinaio ci cambia anche i soldi. Direzione costa dell”Egeo. Fa così caldo che le leve della moto scottano!, verso Aydin ci fermiamo in un chiosco dove siamo accolti amichevolmente. Arrivati ad Efeso decidiamo di spingerci sul mare, eccoci a Kushadasi , porto turistico per navi da crociera. Troviamo posto al Volkan, posto molto carino con palme e piscina ,6.000.000 t.l, b.&b. In due secondi scrichiamo ed eccoci a mollo nel mare per un meritato relax. Alla sera si va in paese, c”è un gran movimento, tanti locali, negozi , ristoranti, insomma, commercio fiorente .La fisionomia della gente cambia, anche i luoghi diventano più occidentali, nei nost
ri cuori ci sono i vicoli di Istanbul, Nevsheir, e i visi della gente della Cappadocia. Ceniamo all”Ada restaurant, sword fish con involtini in foglia di vite e riso. Alla fine il simpatico cameriere ci offre il caffè e sparecchiando butta gli avanzi del pane nel mare sottostante,in un attimo i pesci fanno festa!. Decidiamo di prenotare due posti per Samos, l”isola greca vicinissima alla costa, e da lì partiremo per Atene. Il viaggio prende una nuova forma .Rientriamo in albergo e pianifichiamo la visita ad Efeso.

14.08.00

Ci alziamo presto come al solito e partiamo per Efeso, così con il fresco del mattino la visita sarà più piacevole. Arrivati sul posto troviamo il posteggio ancora deserto, conosciamo un tizio con una strana benda tipo turbante che vedendoci Italiani familiarizza subito in maniera cordiale. Ci parla di suo fratello immigrato a Venezia anni fa,e ci da un sacco di consigli per la visita archeologica accompagnandoci agli scavi con il suo motorino. Ci accompagnerà ad un ingresso superiore, che risultera più agevole e meno faticoso. Per primo visitiamo il sito dei"sette dormienti", appena fuori la zona dell”ingresso. E” veramente particolare, sulla rete di protezione sono annodati migliaia di pezzi di carta e plastica in segno di preghiera.(non fanno però una buona impressione).Poi mentre ci accompagna al parking dell” ingresso,in un viottolo nascosto da una grossa pianta, apre un cartoccio di giornale e ci mostra con orgoglio ed aria furtiva, delle antiche monete Romane .Ce le offre per pochi dollari , le ha trovate scavando nelle rovine e vuole arrotondare il suo stipendio. La faccenda puzza di bruciato lontano un miglio, ma le monete sono così reali ed il prezzo non eccessivo, che dopo vari dubbi decidiamo di prenderle(£ 140.000 Italiane per 4 monete).

Entriamo finalmente negli scavi,è presto ma fa abbastanza caldo, e decido di togliermi la maglietta, sono le 09.00.Ci sono un sacco di cose da fotografare, e con la mappa appena acquistata siamo ben informati. Verso le11.00 torniamo a Kushadasi, per l”esattezza a Kustur, dove alloggiamo. Ci infiliamo i costumi ed eccoci pronti per una bella rosolata!! La giornata prosegue tra un tuffo e l”altro, alle 17.00 andiamo in centro, Flavio deve comprare delle lenti da sole. Solito giro di negozi, qualche acquisto( te pareva!),e bighellonando tiriamo l”ora di cena. Ci fermiamo in una trattoria all”aperto sulla statale per Efes, è frequentata solo da Turchi, la cena è più che ottima. Ritornando al Volkan hotel, troviamo Bilice ,la barista tuttofare ci invita al bar. Nasce l”idea di un giro in discoteca ,si ok va bene purchè non si faccia tardi, le 04.30!!La discoteca sul mare era splendida ,il fascio di luce che fendeva l”acqua, attirava un mucchio di pesci taglia maxi. Un”altra birra e si va a nanna ,domani o meglio, stamattina sveglia alle 07.00,si parte per Samos, l”isola Greca vicinissima alla costa ,passeremo la dogana al porto.

15.08.00

Alle 07.30 siamo già al porto pronti per le pratiche doganali. Recep è puntuale e la sua organizzazione si dimostra efficente. Un suo incaricato ci prende i passaporti, e si inoltra nei vari uffici .Alle 08.30 stiamo imbarcando le moto sul piccolo ferry, ed un marinaio ce le lega meticolosamente, si parte, il tempo è come al solito splendido. Arriviamo a Samos alle 10.30,sbarchiamo e ci attendono le solite formalità doganali ,questa volta velocissime. Dall”altra parte della strada c”è la compagnia di navigazione e il cambio. Il costo per Atene(Pireo) è di 1.000 Dracme ,circa 58.000 £.,ok ci prenotiamo per la partenza delle 17.00.Facciamo benzina, qui in Grecia è molto conveniente, circa 1300 lire/litro. Pieno 3600 DK , 263/litro e ci avviamo alla ricerca di una spiaggia per un tuffo ristoratore. Percorriamo la piccola litoranea e ad un certo punto(come al solito)la abbandoniamo per una stradina che scende a sx,e non so perchè ma mi ispira! Arriviamo ad una meravigliosa caletta deserta di fronte ad un mare cristallino. Ci tuffiamo al volo e dopo il bagno ci sdraiamo su una spiaggia in moquette di posidonia per la consueta abbrustolita al sole. Dietro alla spiaggia ci sono piante di uva e more succosissime, un ferragosto così alla Robinson non me lo sarei immaginato. Alle 14.00 ci fermiamo in una Taberna, classica trattoria Greca. Mussaka, e Greek salad innaffiata da un ottimo vinello bianco, il tutto per 16.000 lire. Prendo un addres del posto visto che affittano appartamenti, non si sa mai. Si ritorna al porto, alle 1540 ci fanno imbarcare le moto. Saranno messe in una posizione brutta, tra bidoni e altre cose, per legarle usiamo delle corde in canapa. Ore 17.00 si salpa, ha inizio questa piccola crociera che da Samos, Athos, Mikonos ed altre minuscole isole, ci condurra ad Atene. Ci sistemiamo su delle poltroncine reclinabili, ma nonostante ciò è sempre molto difficile dormire. Si vedono i passeggeri nelle posizioni più strane, al cui confronto il Kamasutra è nulla! Al mattino mi sento come se fossi stato calpestato da una banda di bufali inferociti, comunque è l”alba ed il porto del Pireo si mostra con tutta la sua grandezza ,il comandante ormeggia la nave in derapage, con una manovra da vecchio lupo di mare.

16.08.00

Nonostante la stanchezza, saltiamo in sella ai nostri cavalli d”acciaio, e in un attimo siamo sull”Acropoli. Posteggiamo vicino ad un”edicola e da buoni rufiani compriamo due guide turistiche. Il partenone è in fase di restauro, mancano numerose parti finite nei musei più importanti, tra cui il British Museum, ma è comunque affascinante. Sono le 09.00 e ci sono già un mucchio di turisti, specialmente Italiani, si sentono le varie guide turistiche parlare in lingue diverse, è un posto che attira turisti da tutto il mondo! Dopo la visita, ci beviamo una bella spremuta fresca, e partiamo in direzione Korinto. Passiamo il famoso canale, anche qui in balia di un forte vento e ci avviciniamo a Patrasso .Le raffiche di vento non demordono. Arriviamo al ferry circa a mezzogiorno, sembra di essere a Messina, c”è un via vai incredibile di automezzi che si imbarcano al volo, noi compresi. Paghiamo a bordo il biglietto,600 Dk, e qui conosciamo un greco che ci indica un ottimo posto per il pernottamento, Astakos. Percorriamo la litoranea e alle 13.30 ci fermiamo in una trattoria, carne patate, riso e birra per 12.000 lire a testa. Faccio benza,3200 Dk e riparto senza casco e giubbotto. Dietro una curva vedo un posto di blocco, è troppo tardi ,il poliziotto mi ferma e gentilmente mi fa cenno di indossare il casco, è andata bene. Abbandoniamo la statale per una piccola strada che indica Astakos, passiamo vicino a stagni e a saline enormi. Arriviamo finalmente a destinazione, il posto è carino e troviamo alloggio per 35.000 lire a testa. Scendiamo subito in spiaggia, cioè a 10 metri dall”albergo. Essendo adagiato in una insenatura, il mare è calmissimo e si rifrange dolcemente a 1 metro dalla piccola strada. Alla sera arrivano numerosi Yacth per passare la notte, e i ristorantini del porto cominciano ad animarsi. Ci sediamo in una specie di circolo arci, mangiamo dei favolosi spiedini alla griglia(kevlaci) accompagnati da patate ,insalata mista e ouzo. La piccola via si riempie sempre più creando la tipica passeggiata avanti/indietro tipo C.so Vittorio Emanuele. Sono le 23.00 e si alza un caldissimo vento di scirocco che ci obbliga a rinfrescarci con un”ottima birra. Ed ora a nanna.

17.08.00

Ci svegliamo alle 08.00, e partiamo in direzione nord. Dopo circa 20 km siamo a Mitikas, un paese minuscolo adagiato su un istmo in mezzo al mare e con delle calette mozzafiato. Cerchiamo un albergo e lo troviamo per 10.000 Dk. (H.Simos). Parliamo con dei motociclisti Italiani che ci confermano la spettacolarità e la convenienza del posto. Scarichiamo i bagagli e partiamo subito alla ricerca della nostra spiaggia. Ne troviamo una splendida a 10m. di strada. Qui conosciamo Nik, simpaticissimo Greco immigrato in N.Zelanda. Chiaccherando Niki ci dà un mucchio di consigli e ci dice di andare a Scorpios ,l”isola di Onassis che dista da noi una trentina di km, inoltre di passare da Lefkada porto Katsiki, una delle più belle spiaggie al mondo, O K, approvato per domani. Il tempo scorre pigramente tra un tuffo e l”altro, Flavione ogni tanto per sfuggire al bollente sole si ripara sotto ad un ulivo,in compagnia del canto delle cicale, che posto! Stiamo per lasciare la spiaggia e parto dimenticando di togliere il bloccadisco ,occorreranno circa 20 mimuti per liberarlo. Sono le 18.00 e non vedo l”ora di farmi una doccia. Usciamo per una passeggiata in paese e raccolgo informazioni sui costi in 3 diversi alberghi, per la cena ci fermiamo in un”accogliente trattoria con pergolato sul mare e vasca con pesce vivo, sono le 19.30 e quasi quasi ordino una cotoletta alla milanese (tiè!!) Partiamo con delle olive nere con dell”ottimo ouzo, passando per una mousse di uova di pesce arriviamo ad una mitica orata alla griglia con greek salad. Soddisfatti sborsiamo 14.00 Dk e ce ne andiamo .Optiamo per una ennesima passeggiata digestiva nella via pricipale (che è anche l”unica!) e alle 23.30 andiamo a cuccia, disturbati da un vento caldo e da qualche zanzara scassaminchia.

18.08.00

Partiamo alle 09.00 per l”isola di Lefkada, costeggiando il mare vediamo numerose insenature, alcune bellissime occupate da bagnanti particolari:"maiali e capre". Arriviamo a Lefkada, è collegata alla terraferma da un ponte, ci sono numerosi yacht, è un posto mondano. Costeggiamo il mare sino a Nidri, da cui partono i piccoli battelli per Skorpio, the Onassìs island. Decidiamo di ritornare alla nostra caletta preferita, ma poco prima ne notiamo una stranissima. Dalla spiaggetta di sassolini, scaturivano due sorgenti di acqua sorgiva ghiacciata! ,ci infiliamo le bibite e splash!! Ci restiamo sino alle 14.00 ,poi torniamo alla nostra preferita, dove l”acqua è più calda e invitante, anche oggi il sole spacca i sassi. Ci fermiamo sino al tramonto,i l livello di energia raccolta per l”inverno continua a salire.

19.08.00

Chiediamo al titolare della pensione se gentilmente ci lascia depositare i bagagli sino alle 14.00,l”orario della (sigh!) partenza. Andiamo in spiaggia, sono le 08.30 ,il mare è piatto con un clima surreale. Verso le 12.30 ritorniamo a Mitikas. Ci fermiamo in una piccola spiaggetta appena fuori dove avevamo notato una doccia di fortuna ,sarà utile per toglierci la salsedine. Carichiamo le moto con calma e facciamo un ceck up veloce pre-partenza, ok,si parte, sono le 13,30.Costeggiamo la litoranea sino al bivio per Lefkada, poi seguiamo le indicazioni per il ferry che attraverserà il piccolo tratto di mare che ci divide da Prebeza. Costeggiamo vicinissimi un aeroporto, uno strano semaforo blocca il traffico mentre gli aerei decollano, arrivati al molo ci imbarchiamo praticamente al volo. Il paesaggio cambia, peggiorando. Arriviamo ad un bivio per Igoumenitsa(82 km),ci fermiamo in una piccola trattoria all”ombra di grosse piante. Insalata greca e birra con contorno di quattro chiacchere con lo strano propietario , nel frattempo arrivano degli albanesi con un pick-up e una vecchia macchina al traino, sembrano zingari. Il gestore mi dice che anche noi in Italia abbiamo questi personaggi, non posso dargli torto. Alle 16.00 siamo a Igo, entriamo al ceck-in delle Fast Ferryes e Gulpp!! Ci comunicano che la nave parte alle 23,50,minchia!! mancano 8 ore!! Ritorniamo indietro per circa 3 km,in un posto dove avevo notato una spiaggia con dei camper. Tra un tuffo, una chiaccherata ed una birra offerta dai gentili Catanesi del camper, arriva l”ora di cena. Entriamo nella vicina trattoria e rovesciamo dalle nostre tasche le ultime Dracme rimaste, basteranno per la classica insalata greca e per una birra media. Alle 21.00 ci portiamo al molo, chiaccheriamo con altri motociclisti e ci compriamo da bere al convenientissimo Duty-free, finalmente arriva il modernissimo traghetto,s embra un miraggio. Terminate le procedure, partiamo con un”ora di ritardo, sono le 24,55.

20.08.00

Sbarchiamo puntuali a Bari alle 09.00,e ci dirigiamo veloci verso Ripabottoni (Molise ), per una breve visita ad Amedeo, mio carissimo amico. Gli stivali da moto per ora rimangono nelle borse, meglio però indossare il giubbotto. Pieno a Barletta £ 31.000. Arriviamo a Ripa alle 11,30,anche qui il caldo è tosto. L”ultima volta che ho percorso questa strada era il mese di aprile, i prati erano verde smeraldo e la diga sulla Bifernina aveva un livello d”acqua di 3 metri più alto. Entriamo in paese e veniamo subito notati , il paese é molto bello e caratterizzato da viuzze in pietra e da case tutte allineate. Tra una chiacchera e l”altra arriva l”ora di pranzo, il padre di Amedeo ci prepara delle mitiche fettuccine.(erano due settimane che non vedevamo pasta!!)Alle 15.30 ripartiamo con destinazione Grottammare, dove raggiungeremo mio fratello, zimmer frei di appoggio. Pieno a Vasto,£35.000.Alle 18.oo siamo in spiaggia c”è molta gente ed il caldo è quasi afoso.Ci rilassiamo ed eccoci pronti per una cena a base di pizza e fichi freschissimi. Dopo cena tutti da Pippo ad ascoltare le mitiche avventure che mi riportano ragazzo .E” ora di tornare alle nostre brande sul terrazzo, col rumore del mare e purtroppo anche del solito gallo rompicoglioni!! che puntualmente alle 05.00 inizia a cantare.

21.08.00

Alle 08.30 partiamo per l”ultima tappa, mi carico una cassa di uva e fichi , mancavano al mio bagaglio! Alle 12.00 siamo a Reggio Emilia, dove lasciamo l”autostrada per una visita a Mirko ,vecchio amico e motociclista. Sento il tempo defluire, volare, dopo un pranzo D.O.C. emiliano/sardo siamo di nuovo in sella. Faccio benzina per due volte pagando con il Bancomat, mi sono rimaste circa 30.000 per il casello. Il traffico è abbastanza scorrevole , alle 17.00 siamo a casa. Anche questa vacanza è terminata, ho visto cose meravigliose, luoghi veramente unici, diversi, che ti fanno sentire lontano migliaia di km da casa. Ma soprattutto volti e sguardi che non dimenticherò mai. Il costo totale del viaggio attraverso Turchia(Asia) Grecia è stato di £ 2.800.000 comprensivo di souvenir:(3 tappeti,1 brocca in rame stagnato,1 servizio da tè,gioelli, spezie, libretti, etc…Penso che 2 tappeti li rivenderò per ammortizzare i costi, anche se sono un tassello di questo viaggio di 5.800 km, Gule Gule .

(Garavaglia Giancarlo – Bareggio – Milano)

http://www.2000moto.it

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